7 commenti su “Busto Arsizio (VA): poco visibile, in area a pagamento, con tesseramento, solo orari di ufficio e non si sa per cosa…

  1. Be’, penso che sia un bene che vi siano diversi fornitori! altrimenti saremo in regime di monopolio. Ovviamente bisogna fissare le caratteristiche minime comuni. Comunque, i fornitori di colonnine, sono i tipici costruttori di materiali elettrici più alcuni altri specializzati come questo (Coulomb Tecnologies). Immagino che, essendo un prodotto per il mercato europeo, sia dotato di presa tipo 2 e – forse – di schuko. Tipo 3a o 3c dubito.

    PS
    Se vai avanti di questo passo potresti diventare l’autore di una guida alla ricarica in Italia, stile guida rossa Michelin per gli alberghi. Ci hai mai pensato? magari qualche editore ti cerca…. 😉

  2. Si, in linea di massima penso che la concorrenza sia una buona cosa, non solo per i costi finali agli utenti (che dovrebbero tendere ad abbassarsi) ma sopratutto perchè per tanti motivi (anche solo di immagine o di royalities) ad alcuni problemi identici i vari costruttori rispondono con soluzioni differenti e quindi la selezione naturale porterà all’adozione per tutti delle scelte migliori (che magari non sarebbero state proposte in regime di monopolio solo perchè sconvenienti per l’unico produttore).

    Solo che la penso così quando il mercato è florido ed avviato, ora la vedo come una dispersione di forse, tutti replicano le stesse cose ripagando continuamente i costi per fare qualcosa di nuovo.

    Si veda -ad esempio- anche a livello di manutenzione o ricambi: devono operare 100 fornitori diversi ognuno per un solo pezzo all’anno: è ovvio che avranno prezzi, cumulo di esperienze e tempo di intervento molto relativi.

  3. Certamente soffriamo per il fatto di essere ancora in una fase di avvio della tecnologia, ove committenti e costruttori ancora non hanno ancora del tutto chiari i dettagli necessari pero i sistemi di ricarica. A complicare le cose ci sta ancora l’incertezza della presa. In Italia se ne usano almeno quattro visto che la schuko, benchè “vietata”, è utilizzata da molti veicoli leggeri (e non solo leggeri). Ha ragione Tajani a sostenere che la mancanza di una presa unica europea è quanto di più nefasto per lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica e, aggiungo, per la libera concorrenza fra costruttori.

    • INTERESSANTE!
      Ma che sia 220v su 16A lo immaginavo, di fatto è l’unica carica oggi disponibile (si, c’e’ la fast ma quella appunto richiede impianti specifici).
      Che sia schuko lo vedrò!

  4. Pingback: Busto Arsizio (e-park): volantino ufficiale | Problemi di ricarica da colonnine EV

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