18 commenti su “Di colonnina in colonnina viaggio in Emilia Romagna

  1. Complimenti per il bel viaggio.
    Mitica la Tazzari arancio. Che invidia!!
    Non vedo l’ora di vederla dal vivo al prossimo raduno.

    Forte la situazione colonnine in Emilia, magari l’avessimo in Lombardia una situazione simile.

    • E vabbè in Lombardia (grazie ad A2A in 2 province e Iper) non siamo messi male (e poi costano meno del furto di ENEL!).
      Guardati al confronto il Veneto od il Piemonte che non hanno niente di nessuno, per non parlare del sud Italia!

  2. Complimenti, mitica avventura elettrica! Però…. incriticabile una rete costituita solo da ricariche sostanzialmente lente….

    • E vabbè, come ho detto qualche anno fa c’erano tante speranze per la carica AC da 22 kW che non è proprio da buttare ed era una soluzione con un buon rapporto costi/benefici (e se fosse stata montata su qualche mezzo di più neppure sarebbe stato un grosso errore).

  3. Grande Stefano! Una cosa simile l’avevo ipotizzata per venire al raduno all’ Iperportello, ma farlo andata e ritorno in un week end è troppo.
    Con una iOn non si hanno tanti km di autonomia in più rispetto a quelli dichiarati per la Tazzari ed inoltre ho altri 30 km da Imola a casa.
    Sarebbe possibile (forse) con un paio di stazioni Chademo lungo il tragitto, ma questa è, per ora, fantascienza.
    È comunque rincuorante vedere che ci sono Persone (ed il maiuscolo è voluto) che ci credono e ci provano.
    Il problema delle colonnine enel che ricaricano un veicolo alla volta non è da poco! Sei in riserva e “punti” una colonnina; a 5 km dalla meta l’applicazione Enel drive ti avvisa che non è più disponibile. ..
    Io per sicurezza mi sono dotato di generatore a benzina che tengo nel baule!

    • Interessante il confronto (autonomia) fra iOn e Tazzari Zero, sulla carta sono uguali ma vorrei fare un’osservazione aggiuntiva.
      La Tazzari penso proprio faccia i 140 km indicati ma devi stare sotto i 50 km/h (tant’è vero che in modalità ECO, con il quale si possono fare i 140 km promessi, la velocità massima è 65 km/h….). Non potendo andare in autostrada ne’ tangenziali alla fine quei km sono quasi veritieri (anche se ogni tanto qualche momento di 100 km/h ti piace farlo…) ma nel caso di iOn penso sia (psicologicamente) molto più difficile stare a 50 km/h e poi hai la possibilità dell’autostrada.
      Quindi ho maturato che alla fine purtroppo la iOn non ti aiuterebbe, in questo, almeno fintanto che non c’e’ la possibilità del chademo -appunto- che per ora è pura fantasia (ma comunque non è una possibilità da poco, quando e se si concretizzerà! Ce l’hanno pochissimi mezzi e molto sudati! Nessuna Tesla ad esempio ce l’ha (ma si può adattare con un cavo) e la nuova Leaf è solo opzionale!).

      • È innegabile che chi guida una macchina elettrica è consapevole del rapporto inversamente proporzionale tra autonomia e velocità, di conseguenza anche potendo percorrere tratti autostradali, ci si vede “costretti” ad itinerari oserei dire rurali. Non ti nascondo che trovo molto soddisfacente arrivare a destinazione (anche ai 30) e ho risolto il problema che avevo precedentemente dei velox.
        Tutti soldi risparmiati!
        Devo dire che la mia Ion, complice forse l’uso intensivo che ne faccio (38000 km l’anno scorso), non percorre più l’autonomia prevista (in verità non sono mai riuscito a percorrere più di 130 km con una carica nemmeno appena comprata) ed inoltre col freddo arriva a stento a 100 km.
        Il generatore, comunque, mi rende ogni spostamento più tranquillo.

        • Il problema (parliamoci chiaro) non è il piacere del viaggio e come vedi le città ed i borghi. Per quello l’elettrico è bellissimo.
          Il problema è quanto non hai tempo da perdere, appunto per essere al raduno come racconti tu dovevi farti 4 giorni di viaggio.

          L’idea del generatore è buona, ma ti metti in mezzo alla strada col motore per 4 ore, se rimani fermo?

          • È vero, il generatore è un palliativo e non la soluzione. Basterebbero solo delle batterie più capienti con dei caricabatterie più veloci e una rete di infrastrutture più capillare, oppure avere la possibilità di caricare ad ogni lampione, ad ogni semaforo, ad ogni parchimetro. Invece le colonnine sono poche, spesso occupate abusivamente da endotermici, a volte accessibili solo in certi orari, manca l’interconnettibilita’ tra alcuni gestori. ..insomma ho spesso l’impressione che non ci sia realmente la volontà di sostenere l’elettrico ma si riduca tutto ad una campagna pubblicitaria sia delle amministrazioni che delle case automobilistiche, nonché delle aziende di distribuzione.

  4. Concordo con Michele S.

    Sembra che ogni Azienda e ogni Ammnistrazione Comunale faccia a modo suo, con Leggi e Regolamenti prorpri.

    Basterebbe che ci fosse un Regolamento Nazionale (magari Europeo) che delimiti dei parametri, e poi all’interno di questi ogni Azienda e Comune ci si puo’ sistemare in base alle esigenze/disponibilita’

    • Un regolamento nazionale è appena stato firmato (dopo anni di ritardo) si chiama “Piano nazionale infrastrutturale per la ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica” (PNIR o NIRE) e fra l’altro obbliga TUTTI I PROVIDER al roaming nonchè la possibilità di iscriversi via PORTALE DELL’AUTOMOBILISTA.
      Tuttavia ogni regione deve poi adattare i propri regolamenti interni e TUTTI sono in ritardo nel farlo (20 regioni su 20 in ritardo!).
      Inoltre molti provider se ne sbattono già oggi delle leggi e fanno come vogliono tanto anche se ricevono denunce o multe fanno ricorso e si va alle calende greche (un esempio? A2A che vieta da altri di mettere colonnine a Milano o Brescia. Fatto ricorso al TAR da operatore terzo. Vinto ricorso. Ma ancora A2A vieta al comune di far fare agli altri proprie installazioni).

  5. Sono nuovo di questo blog. Leggo per completare quanto più possibile le informazioni. Non so se vada bene qui il mio commento, ma visto che l’altro driver scriveva dell’esperienza in Emilia, posso aggiungere quanto segue: noleggiata Zoe a Reggio Emlia, io sono di Pavia. Purtroppo né a Pavia ma nemmeno a Milano si trovava una Zoe a noleggio per qualche giorno. Parto da Reggio alle 16.30 E decido di fare tappa a Fidenza alla stazione di servizio Metano Più che dovrebbe disporre di connettore tipo 2 come segnalato dall’applicazione per iPhone NeXT Charge: non e compatibile con Zoe. Riparto con ancora circa 3/5 di carica. Tappa Piacenza in pieno centro storico. Arrivo e il display mi segnala 47% carica residua. Mi attacco a colonnina Enel Via Cavour (credo civico 15) . Autenticato subito e inizia la carica. Ci sediamo al bar di fianco per aperitivo. Dopo 37-38 min segnala carica 100%. Non posso eccepire nulla, se non un cretino che mentre sono al bar seduto vicino alle colonnine, parcheggia una endotermica sull’altro parcheggio libero. Lo faccio gentilmente notare e la risposta è: non rompere i C…i. Spiego che è un posto per una data necessità e lui rincara la dose: non sei un vigile e vedi di andare a rompere i C…i altrove! Avrei voluto avere a disposizione i 22kw della ricarica veloce ma non da usare per l’auto… Possibile che non si possa far nulla per queste cose!!? Sto solo provando la Zoe perché mi piace e vorrei farci più che un pensiero, ma prima di fare il grande salto vorrei avere almeno qualche certezza. Ora quelle tecniche si confermano sempre di più, ma nel frattempo quelle logistiche distruggono sempre più le prospettive. Io sono ignorante, ma non si potrebbero costruire delle piazzole con colonnine, con limitatori d’accesso, non so, tipo (dico tipo!…) dissuasori mobili da ZTL? Qualcosa che richieda l’autenticazione da parte degli e-drivers e lasci fuori gli altri?

    • Queste osservazioni vanno fatte ad ENEL ed al comune, ma secondo me basterebbe delimitare chiaramente con strisce gialle l’area di sosta e mettere i cartelli: a quel punto basta chiamare i vigili per far multare ed eventualmente rimuovere i mezzi.

      Invece ti chiedo qualche info in più sulla stazione di Fidenza ‘non compatibile con Zoe”.
      Ma parli di quella in via XIV Maggio?:

      http://goelectricstations.it/map-charging-stations.html?lang=it&location=44.860077,10.078069

      E cosa vuol dire “Non compatibile?”
      Non caricava?
      Ma ti hanno saputo dare spiegazioni?
      A vedere su Next Charge sembra tutto standard, tipo2 a 22 kW, quindi dovrebbe andare.

      Inoltre come avviene il rifornimento?
      Bisogna chiedere a loro tessere?
      E che colonnina hanno?
      Lo so che non è facile a dirsi così su due piedi ma magari ce la puoi descrivere… quante prese, se display, se monitor, se marchiata, il colore, la forma, ecc

      • Grazie dell’accoglienza sul blog! Se ho fatto giusto fin’ora, a breve pubblicherò la mia esperienza di 5 giorni e 600 km con Zoe. Venendo alle colonnine: a piacenza c’erano le strisce gialle e la segnaletica chiara, ma nonostante questo, l’imbecille mi ha coperto d’improperi, non ha spostato l’auto e mi ha detto di rivolgersi ai vigili, cosa che ho considerato anch’io, ma, a parte che io ero già in carica e semmai era per l’altra postazione, ma ho l’impressione che in molte città, se uno ha l’esigenza di caricare in fretta, tempo che II Vigo li si muovono, chiamano il carro attrezzi in appalto, uno fa in tempo a…morire…scarico! Venendo a Fidenza, è esattamente quella di via 24 Maggio. È una stazione di rifornimento metano, abbinata anche a carburante tradizionale. Anch’io sono stato tratto in inganno da NeXT Charge. In realtà non saprei che tipo di colonnina sia. C’è solo scritto sopra Metano Più e come forma, per la mia poca esperienza, non ricorda ne quelle ENEL, ne quelle A2A, ne quelle SCAME (come marca). Non è stato possibile caricare perché non si poteva nemmeno collegare la ZOE. Aveva una presa che, onestamente ora non saprei descrivere, ma non c’entrava nulla con quelle che accolgono il cavo della ZOE. Dovrei vedere se trovo in giro qualche indicazione e poi la preciso. A onor del vero devo dire che il gestore di Metano Più è stato molto gentile ed ha tentato di prodigarsi per risolvere il problema recuperando anche certi cavì che aveva in casa, ma non è stato possibile lo stesso. Mi ha anche assicurato che provvederà presto ad attrezzarsi anche per ZOE che era la prima che capitava. Devo inoltre sottolineare che ha dato veramente piena disponibilità anche perché l’ho contattato ben 2 volte preventivamente per sicurezza ed ha sempre fornito aiuto per tutto ciò che poteva, aspettandomi al mio passaggio abbastanza programmato. Questo è quanto. Spero di essere stato sufficientemente esaustivo e resto a disposizione per chiarimenti. Cordiali saluti a tutto il blog!

        • P.s. Parlando di Piacenza intendevo i VIGILI ! E non il ‘Vigo. li’ ma il correttore del telefono ha …insistito per scrivere così e…tant’è!
          Per la presa di Fidenza, ho guardato gli schemi su NeXT Charge e, con un po di beneficio del dubbio, sarei tentato di dire che era molto probabilmente una presa tipo 3a (quasi sicuramente). Al massimo una presa tipo Combo1 o Combo2, ma, per ciò che ricordo, questa seconda possibilità è moto più improbabile. Se riesco a disturbare il gestore, mi faccio inviare una foto da pubblicare prossimamente

          • Sarà una 3A o (peggio) una 3C.
            Non penso sia una COMBO2, la colonnina costa sui 40.000 euro… (mentre la presa 3C 12 euro….).

            Se riesci a darmi dati precisi di questo METANO PIU’ (non riesco a trovarlo) come location esatta, telefono, oppure partita iva ecc, ci penso io a contattarlo e magari dirgli a chi rivolgersi per adattare la sua colonnina (che però va scoperta).

            Comunque se ha una 3A ha massimo 3 kW di potenza, per caricare (e male) la Zoe (con enorme spreco energetico) impieghi una decina di ore: obbiettivamente scelta sbagliata per un benzianio…

  6. Dimenticavo.
    Per la rimozione forzata, ovviamente si, hai detto tutto giusto.
    Bisogna avere pazienza ma andrebbe richiesta sempre e poi lasciar fare.
    Anzi secondo me la strategia migliore è di caricare prima per evitare poi vendette, idem se quel posto si bazzica.
    Ma la rimozione andrebbe richiesta sempre, per educare, anche se si libera il posto od anche se l’accesso è possibile. Naturalmente per richiedere la rimozione appunto bisogna avere il cartello, il divieto, ecc.
    E quando ha successo la cosa è una festa:

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