17 commenti su “Roaming Day

  1. Normalmente, quando ci si riferisce al roaming, si intende anche la gestione del pagamento tra operatori diversi. E questo non è semplicissimo, sia dal punto di vista tecnico ma soprattutto di quello regolamentare. Poi il roaming dovrebbe essere simmetrico, non solo in una direzione. Prima o poi ci si arriverà.

    • Hai ragione Carlo A.

      Ma se bisogna aspettare i “comodi” delle Aziende, secondo me bisognera’ aspettare un decennio o piu’.

      La soluzione piu’ rapida, se mi è concesso questo termine sarebbe quella di renderlo obbligatorio per Legge. Cosi’ come si e’ fatto per i cellulari, che se un operatore non ha copertura il proprio cellulare usa il segnale di chi c’è e all’ultente viene applicato un semplice supplemento di prezzo…. ma siamo nella fantascienza se aspettiamo il Governo, non importa se di Sinistra o di Destra… tanto a loro di questa “roba” non gliene frega.

      • Diciamo che gli operatori telefonici avevano capito sin dall’inizio che il roaming era necessario e ci hanno pensato sin dall’inizio (anche se non si dall’inizio della telefonia mobile). D’altro canto, imporlo per “legge”, sin quando non sono definite regole chiare e certe per tutti, non farebbe altro che favorire i grandi gruppi a scapito dei piccoli… insomma finirebbero per dipendere tutti dai grandi con tutto ciò che comporta. Meglio avere tante scelte e tante schede che una sola con un solo fornitore…

        • Salve,
          Lei ha un suo punto di vista… giusto che sia cosi’. Ma che io non condivido al 100%.

          il fatto di avere “per Legge” l’obbligo di tenere le proprie colonnine “disponibili” per il Roaming e’ a vantagio piu’ per le aziende piccole che per quelle grandi, secondo me.

          Le piccole Aziende che hanno poche colonnine in citta’ si ritrova a poter “vendere” il proprio abbonamento anche a chi non verra’ servito da loro. Magari perchè la loro tariffa, nonostante il sovrapprezzo del roaming è comunque piu’ vantaggiosa della Grande Azienda di zona. E senza contare il fatto che il Roaming “per legge” renderebbe piu’ facile anche l’introduzione di colonnine con piu’ tipi di prese uguali, invece di averne 5 diverse e che spesso sulle colonnine c’è ne’ solo 1.

          Mi dispiace, ma Io sono dell’idea che i piu’ favoriti da un eventuale Roaming sono proprio i piu’ piccoli. Oltre agli utenti ovviamente.

          Per farle un esempio ulteriore le cito le linee ADSL, che pur non essendo coperti “direttamente” dall operatore dell’abbonamento. Nessuno ci vieta di prendere la tariffa piu’ economica del mercato seppur non coperti… il Roaming c’è anche qui, e aiuta sempre i piu’ piccoli (TeleTU, Tiscali, ecc) che non hanno quasi copertura diretta… ma che hanno sempre le tariffe piu’ economiche del mercato.

          Ma ora pero’ sto’ divagando, mi scusi Lei e il Sig. Selidori

          • Neppure io sono daccordo alle imposizioni per legge ma tuttavia sono anche daccordo che il roaming favorisce i piccoli: si pensi solo a che catalogo (di colonnine “compatibili con il tuo abbonamento”) può mostrare il piccolo!
            Magari più che una legge che obblighi al roaming vorrei una legge che obblighi ad aprire alla concorrenza le proprie colonnine, di fatto è esattamente quanto fa Telecom con appunto le linee ADSL: se un concorrente gli chiede quel tratto di cavo non può negargli il noleggio; idem per Trenitalia che deve obbligatoriamente noleggiare i binari a Italo e ArenaWays (che poi comunque si metta di mezzo con cavilli e rogne e faccia ostruzionismo è un altro discorso).

          • Buonasera. Sono d’accordo che in una situazione ideale il roaming sarebbe un vantaggio per operatori e imprenditori piccoli. Però bisogna essere pragmatici e considerare la realtà attuale con le difficoltà tecnologiche e regolamentari che comporta il roaming. Ricordo che il roaming vero deve gestire anche il pagamento tra operatori diversi, oltre che essere bilaterale. Nel momento attuale, nell’incertezza regolamentare, mancando ancora una piattaforma nazionale o internazionale veramente neutrale, il roaming sarebbe solo un fardello aggiuntivo per quei pochi pionieri che si avventurano nella ricarica dei veicoli elettrici. Se per ipotesi il roaming fosse imposto “per legge” di fatto chiuderebbero bottega tutti, soprattutto quegli operatori che legittimamente tentano di vendere il servizio di ricarica. Sarebbe un bel regalo a Enel, A2A e alleati gli unici che oggi senza eccessive difficoltà potrebbero offrire il roaming. Voglio essere provocatorio. Il roaming è così importante? Non si potrebbe usare la carta di credito? Non si fa così per i carburanti ? Il sistema c’è già ed è ben collaudato. L’unico vero motivo per cui è necessario identificare il cliente (con tessera o altro) è evitare che estranei possano interrompere la ricarica ed eventualmente impossessarsi del cavo altrui, questo si potrebbe fare anche con la carta di credito.

            • Buongiorno,

              io personalmente non la “vedo” cosi’ complicata, anzi.
              Sara’ sufficiente abilitare le colonnine ad accettare “tutte le tessere” dei vari operatori o come fa’ S&H che usa la Tessera Sanitaria, ovvero una cosa che gia’ tutti posseggono al solo scopo di identificarci. poi per la fatturazione sara’ l’erogatore della colonnina (mettiamo A2A) a consultare l’elenco Unico Nazionale dei Veicoli Elettrici (che e’ l’unica cosa che dovranno creare). Dove al suo interno c’è scritto che al mio veicolo e’ associata la mia tessera Sanitaria e il mio abbonamento e’ il num 123 con ENI.
              Da cui, A2A presentera’ fattura ad ENI per il servizio da me richiesto… e che sua volta ENI nel mio abbonamento fara comparire come: il giorno 04febb alle 13.30 presso…ha usato la colonnina numero 1 di A2A per la durata di…e per la potenza di…

              Tutto qui’.
              Sara’ sufficiente un sistema di fatturazione tra Aziende, anche automatico e un Archivio Nazionale dove sono elencate 3 cose: Il numero di tessera, il miei dati identificativi (che possono essere quella della vettura) e i dati del mio abbonamento. Il tutto per poter risalire al mio abbonamento e con chi l’ho sottoscritto.

              Secondo me’ se si volesse sarebbe semplice… Ed e’ vero non serve “la Legge” ad imporlo. Basterebbe che le Aziende del settore facessero un tavolo di trattativa… ma in Italia questa resta una soluzione utopistica.
              😦

              • Le aziende del settore quali? perchè se sono sempre Enel, ENI e A2A (i giganti dell’energia) per loro sarebbe semplice. Ma vogliamo avere solo questi (o loro reseller)? Nel mondo e mobility gli operatori sono spesso aziende piccoline che cercano di bagnare il naso ai giganti che sono stati menzionati i quali non hanno alcun interesse a aiutare gli altri (ovvio). Archivio nazionale veicoli elettrici, identificazione del cliente… gli operatori più piccoli rischierebbero di essere del tutto tagliati fuori. Già si barcamenano nell’incertezza dei metodi di pagamento permessi (a tempo, a forfait, a kWh…). I telefonici, che pur ci avevano pensato sin dall’inizio, ci hanno messo anni prima di far funzionare il roaming nonostante un’authority che facesse da “arbitro”. Io resto dell’idea che la carta di credito sarebbe di grande aiuto, soprattutto si baserebbe su un sistema giù esistente e funzionante.

                • Ma no…
                  cosi’ diventa troppo complicata e dispersiva. E poi è ovvio che in questo modo le Aziende Grandi siano le uniche che troverebbero vantaggi.

                  La mia idea e’ semplice e lineare.

                  Provo a spiegargleila meglio…
                  1)Istituzione di un Archivio Nazionale (o Europeo) accessibile da tutti gli operatori. dove vengono archiviati alcuni dati: Il numero della tessera(*) (quello che ci identifica); i dati anagrafici miei e del veicolo; i dati pricipali del mio abbonamento tra cui il nome dell’Azienda al quale l’ho sottoscritto.
                  Esattamente come l’archivio del PRA e quello delle assicurazioni uniti insieme.
                  2)Uso di un sistema di fatturazione tra Aziende, riconosciuto e chiaro. Ce ne sono molti gia’ oggi.
                  3)Attivazione presso tutte le colonnine di ricarica di un sistema (come quello della S&H) che usa una tessera(*) gia’ esistente, ed in possesso di tutti. Senza che bisogna andare a comperarla, come la Tessera Sanitaria o una Carta di Identita’ elettronica.

                  Funzionamento: L’utente durante la ricarica non deve far altro che farsi identificare dalla colonnina attraverso la tessera(*) e poi sara’ l’ Azienda Erogatrice di quella colonina a fare il lavoro di ricerca nell’ Archivio Nazionale e sara’ sempre suo il lavoro di fatturazione all Azienda con il quale l’utente ha un abbonamento.

                  L’utente a fine mese ricevera’ un estratto conto con l’elenco di dove e quando ha fatto ricariche… con i prezzi dovuti al roaming.

                  [ * = la tessera viene scelta dall’utente quando sottoscrive l’abbonamento, basta che sia univoca e leggibile da una colonnina, potrebbe anche essere quella del supermerrcato].

                  Ora spero che mi sia spiegato meglio… Selidori che e pensi?

                  • Tutto chiaro! ma molto ideale. Mi fermo al primo punto “Istituzione di un Archivio Nazionale (o Europeo) accessibile da tutti gli operatori”. Come se fosse una cosa semplice e a breve termine (soprattutto in Italia). A lungo termine ci si arriverà anche, ma oggi non c’è e sarebbe un bel problema per i piccoli operatori. 😉

                    • Il PNIR o PNIRE in verità prevederebbe questo archivio tramite il PORTALE DELL’AUTOMOBILISTA che infatti ha già quei dati.
                      Però è vero che in Italia ma motorizzazione andrebbe riformata (come tutti gli altri enti…) snellita, unificata e lavata.
                      Ora come ora ci sono 1000 database e nonostante tutto non si riesce a multare chi è senza assicurazione…. (basti vedere che il bollo auto lo calcoli sul sito ACI (ma non se Lombardia, Aosta, Sicilia Trenito), la patente la consulti sul PORTALE, i tagliandi sul PORTALE, le assicurazioni su ISVVAPP, la targa su VERIFICATARGHE.iT, ecc ecc

    • La parola ROAMING è usata impropriamente ma sappiamo ciò: è di fatto una provocazione.
      Fra l’altro c’e’ un’altra REGOLA del roaming qua disattesa: ovvero che per l’utente è del tutto trasparente (oddio… a volte questo è un difetto, essendoci sovrattassa) mentre qua bisogna nuovamente registrarsi.

  2. Scusa SELIDORI una domanda, se posso.

    Quanti e quali auto c’erano? Intendo ovviamente pure elettriche e di chi erano, private o dei promotori/partner dell’evento?

    Oltre alla tua Tazzari, nelle foto ho visto solo una Renault Zoe senza scritte sui lati (deduco privata). Poi c’erano una Bmw i3 e una Citroen ion, ma credo facesero parte dellìevento, sbaglio?

    ciao

    • Ciao, £@.
      Io c’ero, con il mio scooter elettrico Vectrix VX-1.
      Si vede, in parte, nell’ultima foto.
      C’erano diverse auto di privati ma non tutte avevano bisogno di ricarica, quindi non visibili in foto.
      C’erano anche altre Renault Zoe, compresa “la svizzera”, ed una Renault Fluence.
      La iOn è privata, di amici che vediamo spesso ai raduni “elettrici”.

      • grazie rendrive,
        dunque oltre alle auto EV c’erano anche scooter EV…. una stima di quanti veicoli privati c’erano me la puoi fare??

        e’ solo per curiosita’. grazie

    • Non ho capito cosa intendi per PROMOTORI o per PARTE DELL’EVENTO.
      Non c’erano organizzatori, se è questo che intendi, se conti invece la parte tecnica e l’ideatore dell’impresa…. meglio che non ti dico che mezzi hanno… Purtroppo l’elettrico non è per lavoratori, sono della stessa opinione pure io.

      Dunque i mezzi che c’erano erano tutti di privati.
      A memoria ricordo 5 o 6 Zoe (di cui quella di Christian, lo svizzero) 2 o 3 iOn, 1 Vectrix, 1 Fluence, 1 Tazzari.
      Come detto sono tutte di privati.
      Poi c’era la BMW i3 che è una macchina di servizio del RSE ma venuta a titolo privato di chi ce l’ha come auto aziendale.
      Curioso che non c’era nessun’altra Renault ne’ Nissan.

  3. Grazie per la delucidazione,
    Dunque tra i veicoli presenti, riassumendo c’erano solo privati e piu’ o meno 9-11auto e 1scooter.

    Eppure doveva venire un mio amico della Henkel di Milano… che è l’abituale utilizzatore di questo veicolo aziendale, con appunto il veicolo. Ne aveva gia’ chiesto il permesso.

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