20 commenti su “EnelDrive: le folli richieste per installare una wallbox in box privato

  1. Tutto questo per dare all’auto la solita 230V AC
    Io mi sono rifiutato.
    Io ho comprato un auto che si carica in corrente continua (veloce) o da normale presa domestica.
    A cosa serve la WallBox? Perché dobbiamo portare 7 fili alla macchina se abbiamo a disosizione pochi kW monofase?
    Pensateci: se questo è il modo di ricaricare le auto elettriche… Potranno mai avere diffusione?

  2. Buonasera,
    Ho da qualche mese una bmw i3 e ho fatto il contratto Enel drive tutto compreso (con tutte le problematiche del caso..).
    Il problema è che la mia box station mi eroga 2,7 Kw!
    La bmw i3 ha 3 impostazioni di ricarica per prese schuko, quella massima può assorbire 2,7 kw, invece per le colonnine prende in automatico il massimo che la colonnina può erogare ovviamente rispettando il massimo che la macchina può prendere (la mia versione può prendere fino a 3,3 kw monofase) il problema che a casa nella wallbox mi prende 2,7 kw è come se mi riconoscesse come schuko la wallbox!!!
    Ho fatto delle prove sulle colonnine pubbliche (autostrada Milano-Genova Dorno), colonnine enel a Carugate (MI) e altre. In quelle pubbliche riesce a prendere 3,3 kw.
    In questi mesi ho chiamato molte volte enel ma loro sollecitano ma nessuno risponde!

    Qualcuno ho il mio stesso problema?

  3. Ciao,
    per quanto rigurda l’autore dell articolo (l’amico di Selidori) io avrei solo un consiglio da dargli, ma va da se’ che se lo vorrà seguire ne porterà delle conseguenze, e pertanto forse è meglio se prima di farlo attua delle contromisure PREVENTIVE.

    Ovvero una denuncia presso le Forze dell’Ordine per inadimeno di contratto, e per il reato di indebita limitazione di libertà personale, e per i reati di falso ideologico e materiale…

    Ma va da se che serve una prova scritta o registrata.

    Poi, io opterei per segnalara l’episodio all’autorità dell’energia, per valutare se c’è anche il il dolo e se è il caso di punire ENEL.

    basta farsi prendere in giro… perchè sicuramente se queste cose (tipo che 2 cavi devono attraversare il palazzo) fossero servite veramente le avrebbero dette subito.

    • E poi ci si chiede il perchè le auto elettriche non “decollano”… o perchè molta gente non installa le wallbox originali, ma un semplice trasformatore o un accumulatore.

      A tal proposito, io consiglierei anche… dica al suo eletricista di fiducia di procurargli un accumulatore adeguatamente dimensionato per prelevare durante 24/48h dalla normale 220v la corrente necessaria per una ricarica della vettura, e con degli adattatori/trasformatori la fà diventare una “ricarica semi-rapida” in 3-5h… ah già serve anche far aumentare il contatore “di casa”.

      Oppure, in alternativaun bel inverter-trasformatore che dai 220v arriva a quanto gli serve.. e Fancxxxx Enel.

      • £@ quello che dici è tecnicamente possibile ma forse non ti rendi conto dei costi di una realizzazione in tal senso.
        SOLO per la colonnina rapida parliamo di circa 20.000 euro alla quale vanno aggiunti gli accumulatori di cui parli (altri 10.000, visto le potenze in gioco) ed ovviamente tutta l’elettronica di potenza (immaginando che oltretutto realizzi la cosa più facile, con una sola trasformazione AC-DC visto che le batterie sono DC, se no altri mal di testa).
        Tralasciando gli spazi a disposizione (con batterie ‘economiche’ come ho scritto sopra tranquillamente riempi un container, diverso se usi batterie di nuova generazione, più piccole ma più instabili e con uno zero in più di costo) c’e’ anche un problema di sicurezza perchè cominci ad avere troppa energia stoccata e ci vogliono locali attrezzati che difficilmente ti faranno fare in un box.

        Comunque un impianto di quel tipo (dimostrativo) esiste in Svizzera appena trovo qualche dato lo posto.

    • Dici ci sono gli estremi per inadempienza di contratto?
      Purtroppo non penso. Ovvero anche una volta che stipuli un contratto, un realizzatore non penso sia obbligato a realizzarlo.
      Cioè lui basta dice non è una realizzazione fattibile in sicurezza e si può rifiutare di fornire il servizio senza penali, e spero anzi che sia così.
      Aggiungo inoltre che questo non è neppure un servizio che rappresenta un diritto di un cittadino.

      Quello che è tenuto a dare sono solo eventualmente i soldi ricevuti in anticipo per lavori.
      Ma fra spese che si inventano e sopralluoghi è facile per loro tenersi pure quelli.

  4. Ciao, io persnalmente non ho la piu’ pallida idea dei costi/potenze in gioco… e pertanto mi affido ciecamente quanto de Lei scritto… ripeto non lo so’.

    Ma l’idea alla base del mio discorso e’ semplice: Se il tecnico Enel non vuole fare il suo lavoro e per avitare di fassare per un fannullone si inventa richiese improponibili, sfruttando la presunta ingnoranza del cliente (questo e’ quello che ho capito)… le soluzioni sono 2…

    1) Si chiede Ad Enel di far uscire un DIVERSO tecnico per far fare una visita preventive, al solo scopo di verificare quali requisiti debba mettere il cliente (e vedere se sono gli stesi dell’altro tecnico)
    2) Si evita ENEL e si provvede ad installare un impianto (sempre fatto da un esperto) che sia un compromesso tra l’esigenza delcliente e le possibilità dell impianto elettrico esistente, dato che senza l’intervento di ENEL non si può potenziare.

    Inoltre, se posso puntualizzare non hai considerato le ultime 2 righe del mio commento/suggerimento delle 16.14. Le quali suggeriscono di mettere un trasfomatore direttamente alla presa 220v… come se fosse un telefonino, con il suo caricabatterie. Ovviamente con le potenze in gioco si avrà una ricarica “lenta” da 12/18h… ma comunque accettabile.

    😀

    • >> Si chiede Ad Enel di far uscire un DIVERSO tecnico per far fare una visita preventive,

      Non si può. Prima il tecnico vecchio deve rifiutare l’incarico (fornendo dei documenti firmati), poi si può partire con un altro.
      Lui è interessato a fare questa ‘cessione’ ma ad oggi ancora non si è mosso a ‘liberare’ l’incarico.

      >> 2) Si evita ENEL e si provvede ad installare un impianto

      Non si può. Tecnicamente si era andati da ENEL per avere un’altra fornitura da 3 kW distaccata da quella di casa, ma anche per il contratto eneldrive flat che con 70 euro fa caricare dappertutto.
      Qualsiasi altro fornitore disposto a fare una nuova fornitura (ammesso lo si trovi, difficile) non ha contratti specifici e quindi andrebbe comunque fatto un contratto ENELDRIVE per la carica in luogo pubblico (ok, non sono più 70 ma 30 euro, ma poi appunto un nuovo contratto con altri fornituri bisogna farlo).

      >> non hai considerato le ultime 2 righe del mio commento/suggerimento delle 16.14. Le quali suggeriscono di mettere un trasfomatore direttamente alla presa 220v… come se fosse un telefonino, con il suo caricabatterie. Ovviamente con le potenze in gioco si avrà una ricarica “lenta” da 12/18h… ma comunque accettabile.

      Ammetto di non aver capito bene.
      Se si parla di usare una trasformatore da 220v all’auto… trasformare in cosa?
      L’auto accetta già il 220v appunto con carica lenta e grande spreco (dovuto al trasformatore interno al mezzo, che per motivi di ingombri è pessimo).
      Il 220v in realtà non si tocca, la wallbox di enel è monofase 220 così come l’ingresso dell’auto.
      Inoltre se si vuole la carica lenta, già c’e’ tutto con i 3.3kW condivisi con la casa.

      Tutto il discorso nasce per una fornitura 3kW DEDICATI alla ricarica, una tariffa ‘tutto compreso’ (disponibile solo con ENELDRIVE) ed aggiungo anche altri vantaggi di wallbox che spesso vengono trascurati (potenza modulabile, controllo remoto, statistiche, norme sicurezza rispettate, garanzia del costruttore in caso di malfunzionamenti batterie (richiede una wallbox ad uso stabile, la schuko è solo per ricarica occasionali) ecc

      • Ok, ora mi e’ tutto un po’ piu’ chiaro. Grazie
        😀

        Ora una domanda da profano (il sottoscritto)
        osa succede ad una batteria da auto elettrica se per tutta la sua “vita” la si ricarica sempre con la 220 Monofase (ovvero quella che tu chiami schuko)?

        Si deteriora prima? non raggiunge mai il “pieno”? Si surriscalda? altro?
        Ovviamente io non parlo dei tempi di ricarica enormi e delle potenze/carichi che coinvolgono l’impianto del box… che per ovvii motivi escludono questo tipo di ricarica dalle scelte “ordinarie”.

        Ma tu che hai una TazzariEV, una Prius e una notevole esperienza mi sai rispondere.
        😛

        Lo so’ che e’ OT, ma neanche tanto secondo me perche’ con le giuste considerazioni queste informazioni possono tornare utili anche per il caso in oggetto.

    • So che è stata fatta escalation a Enel e quel tecnico è stato rimosso dall’incarico.
      Ora ne è arrivato un’altro che ha cominciato di nuovo tutto da zero la trafila.
      Questo sembra abbia più testa ma comunque i tempi si allungano ancora (per non si sa poi per quale motivo) … vediamo come va a finire….

  5. Volevo fare due precisazioni,
    1) la wallbox Enel tecnicamente non è molto diversa da un contatore. In effetti la differenza è maggiormente esteriore ovvero la comoda presa a spina.
    2) quando dici “Altro sospetto è quando ha chiesto all’elettricista del cliente se la corrente fornita era 220v (?).” ti informo che la corrente si misura in ampere (A) mentre quella che riporti tu é la tensione in Volt(v), c’è una bella differenza. Se l’elettricista ti ha guardato male è perché l’hai sparata grossa.

    • Quel testo che ho pubblicato non l’ho scritto io ma è stato passato già scritto dall’utente che ha vissuto l’avventura.
      Da quel che si dice è stato IL TECNICO ENEL a chiedere ALL’ELETTRICISTA DEL CLIENTE se la ‘corrente fornita era a 220v’.
      Il dialogo era dunque fra elettricisti ed è dunque normale che tutti si sono stupiti quando uno di ENEL ha chiesto la corrente in volt!

    • Riguardo a “la wallbox Enel tecnicamente non è molto diversa da un contatore. In effetti la differenza è maggiormente esteriore ovvero la comoda presa a spina.”
      qua si entra nelle opinioni personali.

      Personalmente non sono daccordo con quanto affermato.
      La wallbox comprende una circuiteria di elettronica dedicata atta a creare ‘il modo 3 full’ che è quello che richiedono le auto elettriche per essere calcolate.
      Ha inoltre tutto il software per gestire l’erogazione di corrente in base alle richieste dell’auto e per ultimo la presa (che solo lei costa oltre 200 euro, parlo della tipo2 mennekes, mentre la tipo 3a Scame siamo sui 50 euro).
      Poi sicuramente ha una parte di sicurezza e contatore che può essere uguale (almeno come logica) ad un contatore enel standard, ma dire che di fatto NON E’ MOLTO DIVERSA ce ne passa.
      Il grosso del costo, dimensioni, peso, ecc di questo apparecchio è proprio l’elettronica dedicata al dialogo con l’auto!

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