29 commenti su “Perchè un tetto ‘fotovoltaico’ non può alimentare un’auto elettrica

  1. Il concetto è giusto anche se ci sono tante inesattezze.

    1. Alle batterie non fa certo schifo avere una ricarica inferiore ad 1kW; non esiste un minimo.
    Metti che vado in ferie e lascio l’auto parcheggiata per tanto tempo… Le batterie al litio se si scaricano troppo muoiono (ed a qualcuno è successo)
    Poter compensare all’autoscarica già sarebbe molto bello.
    Se poi posso tenere accesa una ventolina nell’abitacolo ed evitare che mi arrivi a 50C° e quindi evitare il condizionatere sarebbe un notevole guadagno.

    2. Per il problema dell’ombreggiatura a macchie esistono i micro inverter.

    3. Il calore abbassa il rendimento e quasi sicuramente abbrevia la vita ma 30°C per un oggetto nero esposto al sole sono una bazza.
    3.1 Staccarli non ha senso. Se li stacchi l’energia che potrebbe essere convertita in elettrica diventa calore e si scaldano ancora di più.

    4. Convertire tensioni e correnti per adattarle alle esigenze della batteria non è un problema (anche se chiaramente pesi e costi crescono)

    5. Le batterie non hanno assolutamente bisogno di essere caricate con corrente costante.
    Immagina cosa subiscono le mie batterie quando sono in discesa… Energia variabile con picchi di 10kW

    6. A bordo delle auto elettriche c’é sempre almeno un caricabatteria da almeno 3kW… Molto più potente di quello che puoi generare con i pannelli FV.
    E comunque l’energia dei pannelli è talmente poca che si potrebbero collegare direttamente senza controllori di carica.

    P.S. I costosissimi pannelli FV usati nelle missioni spaziali hanno rendimenti solo 3 volte superiori ai nostri. Se anche si arrivasse all’assurdo rendimento del 100% avremmo circa 1000W su una superficie perpendicolare di 1 mq. Sufficiente per viaggiare a circa 30km/h

    • Grazie per l’intevento!
      Alla fine -dai- non ho detto tante scemenze!

      Prendo spunto:

      1- io sapevo che sotto certo valori di tensione/corrente semplicemente le batterie non si caricano.
      Riguardo alle ventole alimentate da FV è quello che fanno appunto le citate Prius3 o Leaf ma non è quello che volevo spiegare nell’articolo (e quello che l’uomo della strada pensa si possa fare).

      2- micro inverter? Non li conoscevo, indago. Mi sai dare qualche nome o modello per fare qualche circerca?

      4- certo ma appunto sono altre perdite di conversione

      5- anche qua mi hanno sempre detto il contrario (forse le piombo andavano bene), tant’è vero che i caricabatterie controllano costantemente le batterie per vedere i SOC, le temperature, ecc

      6- usare il caricabatterie da 3kW significa ripassare a corrente alternata, con altre conversioni in perdita. Io pensavo proprio di collegarsi direttamente in DC alle batterie però in effetti è un hacking ben invasivo che avevo sottovalutato, ora che ci penso.

      I pannelli delle missioni spaziali hanno anche il vantaggio di non avere lo ‘sporco’ dell’atmosfera terrestre.

  2. L’ articolo ha molti spunti interessanti ma ponendo il vincolo di voler produrre almeno 1 kw, il ragionamento diventa difficile .
    A mio parere bisogna partire dalle esigenze . Ad esempio la Renault R 4 di cui pubblichi la foto doveva attraversare il deserto e l’ unica fonte da cui ricavare energia erano i pannelli per cui gioco forza hanno dovuto fare una misura extra large.
    Proprio in questi giorni sono stato da una società che produce i pannelli per fare un prototipo da mettere sul tettuccio del Birò (che è meno di un mq).
    Se calcoli che l’ utente tipo fa circa 20 km con un pannello di queste dimensioni potrebbe soddisfare un 5 -10% delle sue esigenze energetiche calcolando 5/6 ore di insolazione.
    Secondo me per ora è importante avere la sensazione di accumulare energia gratis, per poca che sia. E se calcoli che il pannello comunque produrrà per n anni probabilmente ne ammortizzi il costo.
    Oltre a questo c’è il discorso marketing. Ad esempio se vedi http://www.volpecar.com uno dei modelli di questo quadriciclo mai realizzato avrebbe dovuto avere una parte della carrozzeria con i pannelli fotovoltaici

    • La R4 in foto e dell’amico Rambaldi era per una sfida. Il mezzo aveva un furgone al seguito con altra pannellatura e marciava a 40 km/h. Insomma ancora una volta era un laboratorio dimostrativo, non un uso reale.

      I pannelli sui quadricicli sono una buona idea ma a naso mi sa che i conti non tornano: ma dici bene: è una SENSAZIONE di accumulare energia, ma qua in questo articolo volevo trattare la realtà: ne’ laboratori ne’ illusioni.

      Volpecar (come tutte le altre macchine con pannelli che si trovano su internet) non sono mai arrivate ad essere commercializzate: il motivo è perchè semplicemente non funzionano (Volpe è per altri motivi, ma se non c’erano quelli c’era appunto la fisica).

  3. Complimenti per l’articolo.

    Segnalo il lavoro dei tipi dell’universita’ di Eindhoven, che credono in quello che loro chiamano Positive Energy Car. Hanno vinto la crusier class del Worldsolarchallenge:

    http://www.solarteameindhoven.nl/stella-lux/

    Quest’anno la Cruiser class e’ andata piu’ veloce della Challenger Class

    http://www.worldsolarchallenge.org/dashboard/timing

    Ci fu anche la Ford che esperimento’ sulla ricarica solare tramite concentratori da mettere sulla tettoia del parcheggio:

    http://cleantechnica.com/2014/01/02/ford-c-max-solar-energi-concept-car-coming-ces-2014/

    Del resto la Ford e’ uno sponsor fisso della macchina solare dell’Universita’ del Michigan.

  4. Ci sarebbrro anche dei “concentratori solari” che se venissero progettati per essere impiegati su delle autovetture sarebbero sicuramente molto piu’ efficienti dei comuni pannellli solari, pur avendo solo i mq di superficie del tetto (come da esempio)

    http://chromasun.com/MCT.html

    • Mi riservo di studiare meglio il link proposto ma i concentratori solari di solito sono per gli impianti solari, cioè quello che scaldano l’acqua per usi domestici, oppure la trasformano in vapore, e quindi in elettricità tramite dinamo. Impensabile costruire un sistema così complesso per un mezzo mobile.

      • In efffetti hai ragione.
        Anche questo concentratore usa il calore raggiunto per scaldare l’acqua…
        Comunque si potrebbe vedere se con un concentratore un pannello normale piu’ piccolo produce più energia.

        Mi spiego..

        Dato 1mq di superficie utile sul tetto dell’auto,
        Se con i semplici panneli messi sul tetto si raggiungono e 0,5kw/h Potenziali che nel caso di irraggiamento “perfetto” diventato 0,6. Bisogna vedere se con i concentratori i pannelli (che per motivi di spazio saranno meno) riescono comunque a superare i 0,5 o se riescono ad avere per più tempo i 0,6 di massimo.

        N.B. i numeri li ho inventati.

        • Secondo logica, questi concentratori PEGGIORANO le prestazioni dei fotovoltaici.
          Infatti questi prodotti concentrano IL CALORE che serve appunto negli impianti dove si scalda l’acqua, ma in quelli in cui si produrre direttamente corrente quello che serve è la LUCE e non IL CALORE che anzi è nefasto tant’è vero che al salire di una certa temperatura i pannelli fotovoltaici peggiorano la loro rendita.

  5. Prima di avere un’auto elettrica ad energia solare bisogna lavorare e superare alcuni scogli principalmente tecnologici che ora non lo rendono possibile. In questo momento riempire la macchina di pannelli solari sarebbe pressoché inutile… C’è da dire però che ci sono tanti altri sistemi per minimizzare quello che è “lo spreco” energetico per esempio il prototipo di pneumatico della Goodyear pensato per produrre energia sfruttando il calore derivante dalla marcia del veicolo. Ricerche e studi come questi ce ne sono molti e gli investimenti sono tanti, il fatto resta uno ormai l’auto elettrica è una realtà sempre più apprezzata soprattutto nel settore industriale.

  6. Beh, in effetti se si metttessero tutte insieme le varie tecnoogie sperimentali di “produzione elettrica” su un eventuale prototipo di veicolo elettrico, non credo che si riuscirebbe ad evere un valore vicino al “pareggio di bilancio energetico” cosi’ da rendere l’autovettura quasi autosuffiiente.

    gomme: http://www.greenme.it/muoversi/auto/15946-auto-elettriche-pneumatici-bho3-ricaricano-sole

    pannelli a vibrazioni: http://www.fotovoltaicosulweb.it/guida/il-pannello-ibrido-e-vibrazioni-dai-suoni.html

  7. ohi ohi, mi ha perso il commeno…Beh lo riscrivo.

    Ciao, in effetti son convinto che se si mettessero insieme tutte le tecnologie scientifiche sperimentali e se si usasse una vettura elettrica come prototipo, non credo che si arriverebbe ad un valore lontano dall “autoalimentazione”. Ovvero che la vettura non necessita di ricariche, tranne che in particoalri casi o se non si riesce a lasciarla sotto ilsole per un tot di ore sufficienti.

    gomme:
    http://www.greenme.it/muoversi/auto/15946-auto-elettriche-pneumatici-bho3-ricaricano-sole

    pannelli a vibrazioni:
    http://www.fotovoltaicosulweb.it/guida/il-pannello-ibrido-e-vibrazioni-dai-suoni.html

    • Direi proprio di no.
      NON C’E’ quella vettura australiana e NON CE LA FA.

      Diciamo che è il solito annuncio, ne esistono non uno ma almeno 20 per decennio, e poi immancabilmente spariscono nel nulla, questi prototipi….

  8. ciao , riprendo questa discussione perchè vogliamo realizzare un prototipo di Birò con un pannello fotovoltaico nel tetto.Per essere più preciso vogliamo prendere un Birò al piombo e installargli un pannello FV nel tetto. Per testare l’ effettiva fattibilità tecnica.
    Mi spiego anche se sono abbastanza ignorante in materia. Salto a piè pari il discorso del rendimento nel senso che capisco e condivido il ragionamento di Selidori per cui il pannello nella mia ottica non serve all’ autoalimentazione ma comunque a dare l’ idea di accumulare comunque un po’ di energia gratis. Poi andremo a fare i calcoli precisi.
    Il mio target è creare un accessorio da vendere After Market e nel PROTOTIPO 2 il pannello sarà flessibile e posizionato sia nel tetto che nel vetro posteriore.

    La domanda che faccio a Stefano e agli altri esperti che frequentano questo forum è questa ; posso dal pannello alimentare il caricabatterie con la possibilità di escludere questa alimentazione nel momento in cui mi attacco alla rete ? grazie delle risposte (e o idee)

    • Secondo me se vuoi fare un mantenitore di carica lo puoi fare senza problemi. Il pacco è a 48V. Basterebbe fare un relè che quando metti in carica con la rete esclude il pannello.

      • ciao Gianni, grazie della risposta.
        IPerò ho il problema che la batteria può essere caricata solo attraverso il caricatoreper cui è questo che vorrei alimentare (220 v).

        • Questo chi lo dice? Non so quante versioni esistano ma io ci ho messo le mani sulla Biró, ho cambiato il caricabatterie da 10 a uno da 15 sempre di un altra Biró. Se metti un relè con un deviatore da spento i pannelli caricano quando metti la 220v commuta e stacca i pannelli e attacca il caricabatterie. I pannelli producono corrente continua, pochi volt. Se devi trasformarla in 220 alternata e da 220 in continua perdi almeno metà corrente che produci.

          • ciao Gianni ,

            io dal 2009 ho venduto a Milano oltre 150 Birò di Estrima. Le versioni sono principalmente piombo 4X 100 ahp con caricatore da 10, 15 ,20 o addirittura 35 . Poi Estrima è passata a produrre in contemporanea la versione al piombo come Entry Level e litio 45 km con batt da 53 ahp o con autonomia 80 km con batteria da 100 ahp sempre al litio. Dal 2013 si è aggiunta la versione con batteria estraibile. Ma la vera rivoluzione sarà da maggio quando consegneremo la nuova Birò con autonomia di 100 km reali .

            Ora oltre a queste versioni ufficiali ne esistono parecchi esemplari a Milano con batterie al litio della CALB, WINSTON, Synopoly sempre litio da 60 a 100 AH. Abbiamo poi fatto un lavoro particolare su un unico campione con 14 batterie da 130 ah.

            Tornando al tettuccio fotovoltaico ho paura che se voglio fare una cosa in “after market” se faccio il collegamento come dici tu , non riesco ad avere il consenso dalla batteria o forse sarei obbligato a chiedere a casa madre di cambiare qualcosa . Non lo so perchè non sono abbastanza competente.

            Ma tu sei di Milano ?

            Il mio sito è http://www.biropoint.it e sono in via Procaccini 29 all’ interno della concessionaria Soccol.

  9. Articolo interessante e oggettivo. molti commenti leggermente acidi sono dovuti al fatto che l’autore ha distrutto un sogno di molte persone, ma la scienza fortunatamente non è democratica come le persone, ma cinicamente realista.

    dal mio punto di vista invece può essere utile. io andrei a prendere in considerazione il vetro solare fotovoltaico. ha una resa mediamente inferiore dei pannelli standard ma potrebbe comunque aumentare di non poco la superfice ipotetica che può ricevere sole.
    se si riuscisse a combinare i pannelli classici con quelli al fosforo a lunga persistenza (LPP) si aumenterebbe di non poco la produttività dei pannelli stessi.

    un aspetto da non dimenticare sono i consumi dichiarati delle macchine elettriche ad esempio
    una hiunday ioniq ha consumi di 11,5 kwh/100km mentre un esosa tesla model S P90D 17,8 kWh/100km (fonte: altroconsumo ottobre 2017)

    su un veicolo Mild Hybrid invece ha un senso data la ristretta capienza delle batterie.

    aggiungo una nota, il pannello della toyota prius 1.8 può fornire FINO a 5km (in condizioni ottimali= impossibili), non è vero come dice l’autore che non alimentano la batteria principale.

    • L’articolo è di 2 anni fa, si riferiva alla prius plugin 3, ora l’attuale (che prende il nome di PRIME) carica una batteria temporanea che può caricare la trazione (poi ai 5 km si può credere o no, ma tecnicamente forse è possibile, lasciandola veramente in condizioni impossibili).

  10. ad ogni modo l’energia di erogazione richiesta a quantità così elevati come fanno i supercharger tesla daranno non pochi problemi quando saranno una tecnologia per la massa. l’idrogeno nonostante i rendimenti ridicoli di un motore termico potrebbe essere una via percorribile

  11. Non si tiene conto di un fattore importante …. il,tempo.

    Mia nonna pittrice, restauratrice … morta nel 1963 quando da qualche anno avevamo in casa un televisore Sylvania … mi diceva …un giorno … al posto dei quadri si potranno avere dei grandi televisori alle pareti …..

    Anni fà scrissi su quattroruote un articoletto sulla possibilità di viaggiare in auto elettriche alimentate dalla strada …. Ora vi sono tanti esempi su questo tentativo.

    Qualcuno in quel periodo mi provocò dicendo “prova a far circolare un treno con il fotovoltaico …
    era stimolante e mi sono messo a fare dei conti …. presi i dati del consumo energetico per trasporto delle ferrovie svizzere e li riportai al km di strada ferrata, per avere un valore di consumo medio per km ( in una nazione dove i treni …. funzionano egregiamente … voce che circola) beh tenendo per buono questo valore ho provato a valutare su una linea (Milano Torino) di quanta energia necessita in un anno (km per consumo chilometrico svizzero),

    Poi … ipotizzando una copertura a volta coperta da pannelli fotovoltaici ne ho calcolato la resa annua … decisamente superiore.

    Poi … mi dicono: “ma alla partenza consumano tanto … e …”

    Poi … si parla di un treno che parte dal centro della Cina la fabbrica ed arriva al centro della Germania il mercato …. in quindici giorni percorre il viaggio mentre solo per raggiungere il mare per l’imbarco impiega tre giorni.

    Se ne parlava e … mi chiedevo se fosse stato possibile fare anche lì una copertura a volta …. ci stava ed il treno avrebbe potuto circolare anche con neve alta.

    Poi mi è venuto in mente che forse treno e vagoni ….. potevano generare la corrente necessaria al viaggio e magari cederne alla rete ……. ci starebbe.

    Ed intanto in Australia un vecchio treno viaggia col fotovoltaico … foro e descrizione in internet.

    Ma torniamo al nostro problema … il tempo passa ed e nata la Sion …. con carrozzeria fotovoltaica in grado di generare l’equivalente del consumo di 30 km …. i km che ogni giorno in media si fanno.

    Sette metri quadri e mezzo per la Sion…..

    È vero la resa è bassa ma guardiamo avanti non dobbiamo fare oggi il cambio auto.

    Si leggono tante cose, fantasie “forse” oggi …. come quel televisore al posto del quadro che oggi possiamo acquistare in ogni supermercato.

    Ecco la resa al mq, qualcuno sta studiando un sistema che cattura la luce e la invia in mezzo a più pannelli fotovoltaici appiccicati con in mezzo un conduttore … di luce ….. moltiplicando la resa. …. Funzionerà anche in una produzione diffusa? … forse
    oppure ci sarà qualche altra diavoleria per realizzare l’obiettivo.

    Guardando fiducioso avanti penso a qui ragazzi costretti a seguire le mie lezioni di informatica negli anni 70 … quando gli schermi dei terminali erano verdi a puntini … e loro si lamentavano ma io spiegavo loro in futuro sul vs terminale guarderete la partita in una finestra mentre farete altro…. e loro mi guardavano con sospetto ….

    Le auto viaggeranno leggere e senza combustibile a bordo ….

    • Concordo: ci si arriverà.
      Ma il problema è il tempo, appunto, fra quanti anni?
      Sono pessimista: io non penso di riuscire a vederli mai (ho 44 anni, conto di viverne altri 30), ma se non ci poniamo un limite, allora tutto è possibile. Comunque la storia dell’uomo (e della scienza) dimostra che un’idea futuristica ed impossibile non trova una risposta SI o NO dopo anni ma trovo una risposta media. Di solito infatti il concetto si realizza ma per arrivarci si trasforma così tanto l’idea da chiedersi se la domanda è ancora valida.

      Riguardo alla SION, ci andrei cauto, prima vediamola su strada, anche senza tutte le mirabolanti promesse fatte (io ho contato 4 promesse quasi impossibili: realizzazione e vendita, servizi V2G, costo 16.000 (o 20.000) con 40kWh di batterie e biberonaggio con fotovoltaico.
      La storia (anche recente) di auto con pannelli fotovoltaici miracolosi è piena di prototipi mai commercializzati (anche da nomi altisonanti come Fiat (Philla), Ford (C-Max Solar Energi fra l’altro con l’idea di concentrazione), Toyota (auris hsd), e loro avevano sicuramente più risorse per realizzare quelle idee…

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