5 commenti su “Statistiche sperimentazione A2A/E-Moving a Milano

  1. Ribadisco che per me le colonnine sono concettualmente e tecnicamente sbagliate.
    1. Il costo della colonnina è esorbitante (ho sentito parlare di 20’000€)
    2. La colonnina non è compatibile con i vecchi mezzi elettrici e con cicli, motocicli, schooter, …
    3. La dislocazione delle colonnine (almeno nella mia città) è irragionevole.
    4. La mentalità alla base delle colonnine è totalmente retrograda. Si continua a ragionare come se per fare il pieno ci si debba per forza fermare da qualche parte e si signa di poter ricaricare in pochi minuti.
    Il bello dell’elettrica è che possiamo “fare il pieno” comodamente e lentamente mentre l’auto è parcheggiata sfruttando la capillarità della rete elettrica.
    Una normale presa di corrente nel parcheggio dell’ufficio ed nel parcheggio del hotel dove vado in vacanza ed io sarei un signore.
    La ricarica rapida serve solo negli autogrill, ma questi devono offrire la carica in corrente continua!
    Non ha senso, infatti, appesantire e far lievitare il costo dei veicoli elettrici integrando un caricabatteria da 50kW che posso usare poche volte all’anno.

  2. Se scrivi che — le colonnine sono concettualmente e tecnicamente sbagliate — credo che il concetto sia poco comprensibile.
    Io avrei magari scritto che — le colonnine A2A/E-Moving installate a Milano sono concettualmente e tecnicamente sbagliate — , credo che sia più corretto.
    Ancora più corretto potrebbe essere che A2A, E-Moving e il comune di Milano hanno sbagliato la progettazione della sperimentazione pilota di questo progetto, posizionando male le colonnine.
    Ma potremmo anche dire che non è il posizionamento ad essere errato ma la quantità di colonnine non idonea alla città che deve essere servita, se invece di poche decine di postazioni di ricarica fossero state installate in numero equivalente al numero di rivenditori di combustibili fossili? Non sarebbero più che sufficienti?

    E se le colonnine potessero essere installate gratuitamente grazie a sponsorizzazioni? Come succede per altri progetti, anche quello del costo colonnina non sarebbe un problema “delle colonnine” ma di chi ha progettato il tutto, di nuovo A2A, E-Moving e il comune di Milano, non credi?

    E se a progettare le colonnine fossero stati imprenditori più intelligenti e magari un minimo interessati agli aspetti ecologici del mercato della mobilità elettrica? Non credi che anche la compatibilità sarebbe stata migliore, e di nuovo non un problema di colonnine ma della progettazione. Ci sono vari altri progetti di circuiti di ricarica perfettamente compatibili con qualsiasi mezzo.

    Sono d’accordo con te che il costo del carica batterie veloce non sia da far pagare al compratore finale se parliamo dei prezzi che le marche richiedono per l’accessorio. Ma se le marche fossero seriamente interessate all’aspetto ecologico dei loro mezzi e non facessero pagare cifre esorbitanti per le elettroniche di ricarica, raddoppiando o triplicando l’effettivo costo, non credi che ci potrebbe essere una carica veloce su qualsiasi mezzo in vendita? Quale utente di veicolo elettrico non spenderebbe poco di più (cioè un prezzo adeguato al componente e non gonfiato) pur di sfruttare il proprio mezzo esattamente come qualsiasi altro mezzo spinto da altri combustibili se ci fosse anche capillarità dei distributori (colonnine)?
    Non è quindi anche quello della ricarica veloce un problema di mentalità degli operatori che fanno “l’offerta” di mezzi e servizi che non hanno nessun (o pochissimo) interesse nel mercato della mobilità elettrica?

    Tu, io, l’editore di questo blog e chiunque possegga ed usi un veicolo elettrico sa perfettamente che le migliori e più utili postazioni di ricarica sono quelle nei pressi di supermercati, centri commerciali, scuole, ospedali, cinema, biblioteche, centri sportivi, aeroporti, uffici pubblici e tutti i luoghi dove si possono avere lunghe pause d’attesa in modo che il tempo di ricarica sia impercettibile.
    Come anche sappiamo che la ricarica veloce è indispensabile invece in tutti i luoghi diversi dai precedenti proprio per dare fruibilità al veicolo elettrico pareggiabile a veicoli spinti da altri combustibili, altrimenti il veicolo elettrico avrà sempre diffusione inferiore.

    A me piace sempre ricordare che il problema non è mai stato, non è e non sarà mai ne il veicolo elettrico ne le colonnine, infondo chi come noi usa questi sistemi da molti anni se l’è sempre cavata più o meno bene, il problema sta solo nell’interesse degli operatori del mercato alla mobilità elettrica, se questi non sono interessati il “costo” del loro disinteresse continuerà ad essere sulle spalle dell’utente finale.

    Ma non mi preoccuperei più di tanto, in fondo è solo questione di pazienza.
    Quando la classe medica deciderà di smettere di tenere la testa sotto la sabbia come gli struzzi e si deciderà a portare alla luce l’aggravarsi della situazione della salute generale le cose dovranno per forza cambiare.
    Quando tutti si renderanno conto che 40 anni fa in una qualsiasi scuola elementare un bambino con allergie o problemi respiratori era un caso raro mentre oggi di allergie e problemi respiratori soffre la maggior parte dei bambini in quell’età le cose dovranno cambiare obbligatoriamente.
    Sappiamo che la ricchezza compra la salute, e sappiamo che i politici sono dei ricchi, ma se l’attuale tendenza continuerà nemmeno più i soldi potranno niente contro le malattie da inquinamento.
    Cosa succederà allora, quando anche tutti i figli dei politici soffriranno di malattie relazionabili all’inquinamento? Non credi che le cose dovranno cambiare obbligatoriamente?

    Secondo me quindi è solo questione di pazienza, magari ci si sarebbe potuti svegliare un po’ prima, male non sarebbe stato, ci saremmo risparmiati già molti malati e morti, ma comunque prima o poi succederà, la mobilità elettrica “CI SERVIRÀ”.

    • Per quanto mi riguarda l’errire fondamentale è che le colonnine a2a sono inaccessibili ad altri utenti.
      Non si tiene conto che – scooter e twinzy a parte – chi ha un’auto elettrica non ha bisogno di colonnine nella sua città ma nelle altre città. Nella sua carica già a casa.
      E chi non è di milano difficilmente si attiva un contratto a2a per le sole occasioni di viaggi a milano.
      Pernon dire che già a sesto san giovanni c’è enel…
      Almeno entrassero in una rete come intercharge o plugsurfing…

      • Infatti questo è uno dei principali motivi per cui le vetture elettrica in Italia non ne “decollano” le vendite.
        😦
        L’ansia dell autonomia và di pari passo con la consapevolezza di poter ricaricare la batteria anche lontano da casa. Ma sep poterlo fare devi esserti premunito di iscrizione e tesserina di altri gestori, non è più una sosta di emergenza (imprevedibile) ma diventa una tappa di un itinerario.

        Infatti lo stesso Selidori, se ricordo bene ne possiede diverse ed alcune sono capci di “farsi leggere” da più operatori purchè facciano parte dello stesso consorzio.
        🙂

      • Infatti io sono di Monza e mi reco a Milano circa una volta a settimana, ho la tessera Enel a consumo che però non ha una rete capillare come a2a, allo stesso modo però non farei mai un’abbonamento mensile con a2a.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...