190 commenti su “Adattatore Modo3-Modo1 di E-Station

  1. Idea buona, prezzo ridicolo, realizzazione terribile: non si può usare sotto la pioggia! La presa è a vista! Devono aggiungere una scatola apribile ma impermeabile in cui inserire l’adattatore SCAME!!

  2. Sicuro che non si possa usare sotto la pioggia se è IP44? Comunque è un articolo abbastanza utilizzato in Europa, ma non per le Seliplugin ma per gli scooter e le Twizy con la Schuko.

    Selidori, perchè lo usi anche quando hai a disposizione la presa 3A ?

    Comunque la nuova Direttiva Europea imporrà almeno una presa tipo 2 per ogni punto di ricarica, le altre prese non sono messe al bando, purchè in aggiunta e non al posto. Io penso che la presa 3A, conosciuta solo in Italia, continuerà ad esistere fin quando esisteranno veicoli con la spina 3A, come la Twizy. Questa, a seconda dei mercati, si trova con la Schuko (la più diffusa), con la spina nazionale svizzera o british, con la 3A in Italia, con la t2 ma solo a richiesta,… chissà se prima o poi decideranno di fare una spina sola!

    La scatoletta serve a commutare tra i due stati, in carica e non in carica, come normalmente può fare un veicolo dotato di spina tipo 2. Su alcuni modelli di stazione di ricarica potrebbe servire a sbloccare la presa.

  3. Non riesco a linkare l’immagine…

    La presa SCAME, che è IP44, si collega a una normale presa tipo quelle di casa, senza nessuna protezione dalla pioggia

  4. No, aspetta.
    Tu nel link mostri un ulteriore adattatore che in effetti io ho mostrato ed usato con la twizy:

    quello bianco/blu non so che isolamento abbia.

    Quello dell’articolo invece termina in presa schuko IP44 (quella nera) ed è quello ad avere quell’isolamento.
    Insomma l’adattatore di cui parlo nell’articolo è questo:

    PS: per visualizzare le immagini usa tag HTML puro (img src=ecc) oppure va benissimo il link come hai messo che ce lo guardiamo noi.

    • Credo sia lo stesso, la shucko secondo me non si può usare sotto la pioggia, va in corto e fa saltare il salvavita (è una presa domestica, quindi per interni). A meno che in quel coso nero non ci sia una guarnizione in gomma che aderisce intorno alla shucko quando la inserisci… (?).
      Ce l’hai una foto dell’adattatore bianco/blu mentre sta fuori dal connettore nero? Magari la parte-shucko è lunga 10 cm ed entra nella presa nera, impedendo all’acqua di entrare.
      Oppure è semplicemente questo? (art. 200.01624)

      Sarebbe molto meglio se invece del coso nero ci montassero questo! (art. 200.01643)

      Comunque nel primo commento ho messo l’immagine nel tag img src, non so perchè non si vede.
      Ora ci riprovo…

      • niente, ‘sto tag IMG non mi funziona… eppure nel mio blog wordpress funziona!
        boh?
        E se faccio così?
        [img[http://www.luckinslive.com/t/7200/IMAGES/400x400_20130128-200.01643i.jpg[/img]

      • WordPress da i numeri… chissà perchè questo tuo commento (e solo questo) ho dovuto autorizzarlo… quando poi tu hai già l’autorizzazione automatica di scrivere tutto….

        Comunque si, l’adattatore è quello in foto.

        La shuko si può smontare e metterci la femmina 3A, se uno vuole.

        Fra oggi e domani aggiungo foto di questi particolari.

  5. Comunque non è mai consigliabile la catena di adattatori in cascata….. Già uno sarebbe da evitare….

    • Concordo. Infatti fra le righe si legge che io più che un adattatore avrei preferito un cavo in sostituzione.
      Tuttavia con Twizy non si può fare, essendo fisso da un lato sul mezzo.

    • Credo che lo consiglino perchè la gente non sa quello che fa… e magari potrebbe usare per caricare l’auto una prolunga che magari va bene per una lampada da 50W accesa per mezz’ora, e invece ci collegano un’auto che assorbe 2000W per 8 ore…
      Già i pin della spina shucko della mia stufetta/caldobagno scottano, dopo 20 minuti di stufa accesa! Ed è quella originale, non ho fatto nessuna modifica.

  6. Be’, in teoria non si può usare in Italia in ambito pubblico. Il “modo 1” non è ammesso ma lo usano in tutto il mondo…..

  7. Be’, l’ultimo link, va.
    ma -ripeto- hai provato ad usare html standard ovvero va benissimo quel codice ma scritto come IMG=url e prima e dopo i segni minore maggiore? (non posso scriverlo se no lo interpreta, ma è la base dell’HTML).

    Infine: mi sono reso conto che interessa anche la shuko del cavo adattatore in oggetto, a suo tempo non l’avevo fotografata perchè giudicata poco interessante, fra oggi e domani faccio foto e le integro nell’articolo!

  8. Visto che ho una Twizy rispondo ad alcune delle domande:
    1) la twizy ha un cavo di ricarica integrato, che da un lato è fissato al caricabatterie (non staccabile senza andare in concessionaria) e dall’altro alla presa SCAME 3A

    2) la presa scame 3A si apre semplicemente con un cacciavite piatto piccolo, agendo sul blocco laterale e ruotando leggermente la presa. Non si rovina nulla e dentro ci sono dei morsetti a vite

    3) sostituire la presa non invalida la garanzia e comunque basta rimontare la scame prima di andare in concessionaria, ci vogliono 5 minuti 😉

    4) la twizy in ricarica assorbe massimo 2,3 KW che sono 10A a 230V. Questo dato l’ho misurato personalmente col contatore enel

  9. Non capisco se questo cosino da 30 dollari andrebbe bene anche per le colonnine ENEL o solo per quelle americane:
    http://www.ebay.com/itm/J1772-Active-Vehicle-Control-Board-AVC2-/261405376182?pt=LH_DefaultDomain_0&hash=item3cdcf97eb6

    Anche questo schema potrebbe essere utile… forse… in teoria… ma potrebbe anche questo valere solo per le prese americane j1772, non si capisce:
    .

    ..


    [img]http://farm8.staticflickr.com/7060/6790149512_fd64eb3201.jpg[/img]
    ….

    • il cosino a me sembra per l’uso contrario, ovvero farsi un adattatore da presa normale a presa per auto elettrica, una specie di colonnina portatile caricando a amperaggi maggiori di quelli standard 16A consentiti

    • No, questo serve a far leggere il segnale PWM al veicolo, con la Twizy non serve. Ti basta resistenza e diodo.

  10. Ho ritrovato la fonte dove ho letto della vittoria di Mennekes nella guerra deglki standard; è su un documento della stessa mennekes…

    “La Commissione Europea, in occasione della proposta di direttiva pubblicata il 24 gennaio 2013 a Bruxelles, ha suggerito l‘adozione del tipo 2 sviluppato da MENNEKES in Germania come standard comune per il collegamento di ricarica di veicoli elettrici in tutta Europa.”

    http://www.mennekes.it/uploads/media/Mobilit%C3%A0_elettrica_10-2013.pdf

  11. Decisione definitiva, recentissima, della UE:
    “The European Union (EU) eliminates confusion about charging plug.

    Wednesday March 26, 2014 it was announced that the European Parliament, the European Commission and the EU Member States have opted for the “MENNEKES” Type 2 connector as standard charging plug for charging electric vehicles across Europe.

    With this new directive is an end to the different systems for charging electric vehicles and the transition to climate-friendly technologies easier. For car manufacturers, this means ultimate clarity and also for the (future) owners of EV vehicles is a major obstacle taken away.”

    http://translate.google.com/translate?sl=auto&tl=en&js=y&prev=_t&hl=en&ie=UTF-8&u=http%3A%2F%2Fwww.hateha.nl%2Fnieuws%2Fmennekes-stekker-type-2-is-nu-de-eu-norm%2F&edit-text=

      • Non è una cattiva idea. L’Italia è l’unico paese con ben tre prese EV per la corrente alternata in uso: tipo 2, tipo 3A e tipo 3C. Gli adattatori, in attesa del passaggio definitivo alla tipo 2, potrebbe essere un bel business.

        • io ben volentieri. vediamo se riusciamo ad ordinarli dalla cina, io posso fare la parte manuale, e logistica, spedizione, vendita su ebay etc, voi verificate lo schema.

          • io penserei di fare un a catalogo
            1) un cavo per le twizy ( e non solo ) da mennekes a scame tipo 2
            2) uno da mennekes a schuko, di quelle resistenti all’acqua. (Vectrix e non solo) eventualemente una scatola da esterno come quella che aveva scovato Jumpjack con lo sportellino che permetteva la fuoiuscita del cavo e la ciusura dello sportellino.
            3) uno da mennkes a industriale blu.

            • 1) sicuramente utile in Italia (unico paese ove si usa la scame 3A)
              2) esistono già e sono relativamente diffuse in Europa per la ricarica degli scooter o della Twizy da una colonnina con tipo 2 (Mennekes); ovviamente si può pensare di farne uno meno costoso….
              3) boh, non ne vedo l’utilità: quanti sono i veicoli che sono dotati di una spina industriale? penso pochi

    • Lo schema di Junpjack è giusto ma ci vuole qualche precisazione. La Rpp è nella spina (in alcuni casi, acquistando la spina sciolta è già inserita) e indica la portata del cavo (1500 ohm per 13 A, 680 ohm per 20 A). Le altre resistenze e il diodo, se ci si collega con una femmina 3A al veicolo come una Twizy sono già nel veicolo (ovviamente al veicolo arriva anche il cavo pilota CP). Invece, nel caso di una riduzione per Schuko (come quella che ha Selidori) resistenza (820 ohm) più diodo devono essere messi o nella spina o da qualche altra parte. Spero sia chiaro.

      • >> se ci si collega con una femmina 3A al veicolo come una Twizy sono
        >> già nel veicolo (ovviamente al veicolo arriva anche il cavo pilota CP).

        Non ci sto capendo niente.
        Ma non si era sempre detto che la Twizy usa il modo 3A semplicificato senza PWM, cioè non dialoga con la colonnina (ovvero con la resistenza+diodo nella presa)?
        Ora invece si dice che il cavo pilota arriva al mezzo e quindi il controllo è nel Twizy.

        Inoltre presumo che la versione italiana della Twizy sia identica, quindi il cavo spiralato azzurro avrà 3 anime e quindi anche volendo non potrebbe portare al quadriciclo il cavo pilota CP.

        • Sul filo CP del cavo Mennekes la colonnina invia un’onda quadra a 1 kHz al veicolo per avvisarlo che è pronta a erogare, il veicolo risponde cambiando la propria reistenza tra CP e massa, avvisando così la colonnina che il veicolo è pronto a ricevere corrente, e a quel punto la colonnina manda corrente (quindi si ha un controllo attivo da parte del veicolo).

          Sul filo CP del cavo scame non c’è l’onda quadra proveniente dalla colonnina, che si limita solo ad aspettare che compaia la resisteza da 820 ohm (=veicolo collegato) per iniziare ad erogare corrente (quindi sul veicolo c’è un controllo passivo, cioè la resistenza è sempre quella; è l’operatore a renderla visibile quando attacca la spina).

          Il cavo della Twizy deve quindi avere per forza 4 fili (non credo che abbiano fatto lo stesso accrocco che ho fatto io mettendo la resistenza nella spina…).

          Ma tanto non ci interessa, perchè non possiamo aprire la Twizy all’altra estremità del cavo per metterci la resistenza giusta… anche se sarebbe la cosa corretta da fare!
          Però mi hai fatto venire in mente che non possiamo nemmeno TOGLIERE la resistenza già esistente… quindi NON vanno bene le due resistenze dello standard mennekes da 2.74 kohm e 1.3 kohm! Bisogna ricalcolarle tenendo conto della resistenza da 0,820 kohm già presente, e che la resistenza di “ok sono connesso” deve essere da 2.74 kohm e quella da “ok, mandami la corrente” deve risultare da 0.882 kohm (il diodo invece va bene perchè montato sempre in modo che la corrente vada verso massa sia con Scame che con Mennekes)

          Invece negli scooter non c’è nessuna resistenza, perchè hanno caricabatterie da interni con spina shucko.

          • Due cose.
            Sul CP della t3A non c’è il pwm? in teoria, da norma, dovrebbe essereci ugualmente perchè il veicolo potrebbe leggerlo (in realtà è vero che spesso non c’è e la stazione di ricarica si limita a verificare la presenza di diodo più resistenza, quindi una semplice lettura della resistenza non basta).
            Non ho capito perchè si dovrebbe cambiare la resistenza. Se la resistenza sul veicolo è fissa (modo 3 semplificato), cioè non c’è lo switch tra “veicolo collegato” e “pronto per la ricarica”, ci vuole un’unica resistenza da 882 ohm, che salta il primo dei due stati (va subito in pronto per la ricarica appena si collega). Questo va bene sia per la t2 (Mennekes) sia per la t3A (Scame). Quindi non serve cambiare la resistenza sul veicolo.

            • Nel documento SCAME dove ho trovato il circuito non ho visto scritto niente in proposito… però in effetti lo scatolotto porebbe essere il generatore di tono, e questo spiegherebbe perchè cìè il diodo.
              http://jumpjack.wordpress.com/2011/07/05/colonnine-ricarica-e-scooter-elettrici/

              Per il fatto della resistenza, da quello che ho capito la colonnina si aspetta un cambio di stato del veicolo da B a C per poter autorizzare la ricarica (da 2.74 kohm a 0.882 kohm), solo che la resistenza da 820 ohm della SCAME non corrisponde a nessuno dei due stati, quindi non credo che un collegamento pin-to-pin scame-mennekes funzioni.

          • Devo correggermi: dal momento che c’è il diodo, probabilmente anche nella SCAME c’è un’onda quadra di controllo, ma sulla documentazione SCAME non l’ho mai trovato scritto.

            • Perchè dovrebbe per forza esserci un’onda quadra?
              Non potrebbe essere che la colonnina misuri la resistenza in una direzione (che quindi deve essere di 880 Ω) e po nell’altra (e deve essere infinita)?

              • Stefano: funziona se hai un veicolo in modo 3 semplificato che non legge il pwm, come gli scooter. Ma se hai un’automobile vera, se non vede l’onda quadra, non parte la ricarica. Tra l’altro la norma in vigore chiede la presenza del pwm proprio per garantire la compatibilità con tutti i veicoli.

                • Carlo A. Qua parliamo di modo2 (semplificato?) verso modo1. Il cavo di estation è così, avendo una semplice resistenza+diodo.
                  Fra l’altro ho scoperto ieri una colonnina che non accetta tale cavo ‘semplice’: è la colonnina IKEA di Corsico (prodotta da Scame). Ora aggiungo in coda all’articolo un appunto.

                  • Immagino ti riferisca all’adattatore da presa t2 a presa schuko, ovvero da modo 3 a modo 1. Il modo 2 non c’entra qui. Il modo 2 è quando parti da una presa comune e devi alimentare un veicoli che carica in modo 3 full, cioé con pwm. Quindi hai bisogno dello scatolotto che genera il pwm che in sostanza è una stazione di ricarica portatile.

                • Eggià, infatti per questo aggiungiamo anche un diodo, per appunto ‘sentire’ una direzione.
                  Essendo il diodo IN SERIE (cioè in FILA) alla resistenza il minicircuito costituito dai due componenti una direzione la prende. Ovvero in una direzione ha resistenza infinita, cioè circuito aperto (il diodo dovrebbe “non far passare niente”) nell’altra invece ha la resistenza di 880 Ω (cioè la resistenza) perchè il diodo è completamente ‘passante’ ed offre resistenza zero (naturalmente non esiste conduttore o isolante perfetto, quindi qualcosa il diodo di suo ci mette, in entrambe le polarizzazioni).

                  Comunque ieri ho fatto una brutta scoperta: ho trovato una colonnina (scame) dove tale cavo estation non funziona: evidentemente questo MODO2 SEMPLIFICATO non piace a tutti-tutti ed andrebbe appunto realizzato veramente il circuito PWM.
                  SI tratta di colonnina di Scame presso IKEA Corsico, entro 10 minuti aggiungo una nota alla fine dell’articolo.

                    • Io ho abbandonato l’idea di realizzare un circuito di risposta PWM con cui avere il modo2 ‘full’, mi accontento di ingannarlo nel modo2semplificato con resistenza+diodo (si parte a piccoli passi) anche se appunto Ikea/scame non si fa ingannare.

                    • Le colonnine ikea sono nuove, forse non gli piace la resistenza da 820 ohm ma la preferiscono da 882?

                    • Riguardo alle colonnine Ikea che non vanno con questo cavo io ho un’altra teoria, tutta da dimostrare.
                      Ovvero che Scame (produttore di quelle colonnine) dice: senti, vuoi la tipo2? Eccotela ma io te la fornisco con tutti i crismi e reali controlli PWM se no non te la faccio andare.
                      Se vuoi una erogazione con presa semplificata e più semplice usa la 3A (semplificata) realizzata da una tale società di Bergamo……

                      Solo una mia ipotesi, intendiamoci.

                  • C’è qualcosa di strano. Prova a usare lo switch: collega in posizione di non pronto per la ricarica, e poi commuta, vedi cosa succede.

                    • Cavolo mi sai ha ragione! Probabilmente la colonnina vuole in due tempi prima la prossimità e poi il pilota…. io ho lasciato l’interruttore sempre su ON ed ho persino rimosso la chiave volante e lasciata a casa per non perderla… devo provare a chiudere e riaprire!

                    • Si potrebbe pure automatizzare in qualche maniera, in maniera da chiudersi dopo qalche secondo… ma sarebbe un andare contro la logica di sicurezza.
                      Per questo sarebbe da mettere un led di carica.

                    • > io ho lasciato l’interruttore sempre su ON
                      Ma noooooo!! 🙂
                      L’interruttore serve apposta per questo! La colonnina non eroga se non vede la sequenza giusta:
                      1) connessione
                      2) pronto a caricare

                      Non centra il pin di prossimità, è tutto codificato nel pilota.

                      Ma… quale chiave volante?!?

                    • Comunque è solo una ipotesi. Altre stazioini di ricarica erogano comunque senza la sequenza dei due stati.

        • Da parte della Twizy il “controllo” si limita a una resistenza + diodo tra CP e PE, che dovrebbe essere sul veicolo ma potrebbe essere nella spina.

      • ok, serve solo trovare una spina con il cavo a cui attaccare una schuko e un interruttore e un par di resistenze per dare in consenso, si potrebbe ipotizzare una scatoletta con interruttore schuko nella scatoletta conu coperchio più o meno stagno

      • Purtoppo non posso stampsare parti metalliche! Ma a costruire un pin ci vuole poco. I pin vuoti invece saranno un casino, con cosa si potrebbero fare?!?

        • Per gli scooteristi una 16A andrebbe più che bene, pernsate che sarebbe utile prendere la versione 32 A per le auto? in tal caso i cavi dovrebbero essere adeguati, e nel caso di scooteristi, sarebbero grossi ingombranti e poco flessibili. Ne vogliamo pensare due versioni?

          • Non vedo la necessità per le auto. Tranne poche eccezioni (es Seliplugin) tutte le automobili caricano in modo 3 e si collegano senza problemi alle colonnine (ovviamente con il cavo con le spine giuste). Se invece devono alimentarsi da una presa qualunque (modo 2) è necessario l’apposito cavo con il box attivo di controllo senza il quale l’automobile non vede il segnale pwm e non carica. Adattatori passivi sono idonei solo a veicoli “leggeri” come scooter, Twizy e simili che non vedono il pwm.

            • Potrebbe essere utile un cavo che termini con la 280 pentapolare rossa, quella con neutro, terra e tre fasi? ho visto dele foto di alcune TESLA che si attaccavano alla 380 tramite una mini satzione di ricarica.

              • Direi di no. Tranne poche eccezioni le autovetture nascono predisposte per il modo 3, eventualmente modo 4 (DC), e modo 2 (dispositivo portatile attivo). Quindi un adattatore passivo con la industriale trifase avrebbe scarso impiego.

    • Eviterei spine autocostruite! hanno una adeguata pressione di contatto? fanno le prove di riscaldamento a carico? resistono all’umidità? resistono agli urti? non è così semplice…….

  12. Mmmmh, la spina lato.automobile, coi “pin” vuoti all’interno, è piuttosto complicata… e anche i pin stessi sarnno piuttosto complicati da realizzare!
    Nei prossimi giorni proverò a finire il modello. Intanto, l’altro può essere utile a chi necessita del cavo da collegare all’auto partendo dalla presa di casa (a me serve l’opposto).

  13. Lasciate perdere l’idea di stampare la presa in 3D… Bisogna usare polimeri resistenti al caldo, allo schiacciamento, autoestinguenti, ecc….
    Fare prese e spine non è così semplice, guardate le prove che fanno al CESI e capirete di cosa parlo

    • Non concordo. 🙂
      Quello che sto cercando di fare io è un cavo che regga al massimo 500W, cioè meno di 3 Ampere (i miei due caricabatterie messi insieme), mentre un cavo “vero” per un’auto ne deve reggere ALMENO 3000 ma più spesso 6000 o 7000, e alcuni devono arrivare anche 43000…
      Però continuo a non capire perchè questi cavi costano tanto:

      http://www.ebay.com/itm/23-foot-EVSE-Charging-Cable-48-Amps-600-volt-UL-approved-/251378476565?pt=LH_DefaultDomain_0&hash=item3a87532615

      Leggo che il rame costa al massimo 6 euro al chilo, e un cavo da 63A deve avere , pare, 16 mm2 di sezione, che per gli 8 metri del cavo qui sopra significa:
      16 * 8000=128000 mm3 = 0,128 dm3 per conduttore di alimentazione (5 in tutto per un cavo completo)
      1,5 * 2000 = 3000 mm3 = 0,003 dm3 per ogni conduttore di controllo
      totale 5*0.128 + 2* 0.131 dm3 = 0.902 dm3
      A 8,9 kg/dm3 significa 8 kg e 48 euro!

      A me invece bastano 2 metri di cavo da 1,5 mm2, cioè
      1,5 * 2000 = 3000 mm3 = 0,003 dm3 per ogni conduttore (3 di potenza + 2 di controllo)
      totale: 5×0,003 = 0,015 dm3 –> 0,134 kg –> = 0,8 euro!

      Insomma perchè devo pagare 50 euro di rame se me ne serve 1? 🙂

      Certo però almeno i cinesi che possiedono un miliardo di scooter elettrici e bici elettriche potrebbero pure venderli cavetti mennekes da 10 euro!

      • A parte il fatto che il rame costa grezzo anche più di 6 euro al kilo, oggi scontiamo il mercato e la concorrenza ancora scarsi. Poi, questi cavi si fanno tutti ancora a mano.

      • Per dare un valore aggiunto alla versione home made si potrebbe un monitor di terrra, ovvero un led che si accende quando c’è corrente e la terra è collegata
        http://www.webalice.it/crapellavittorio/electronic/terra.htm
        farebbe la sua porca figura, un led rosso per la presenza della 220V e un led verde per la presenza della messa a terra che lampeggia un paio di volte al secondo.
        Sto aspettando la risposta del cinesino. mi ha dato una prima risposta generica, ora dovrebbe darmi una quotazione.

        • Allora, stamani mi ha risposto il cinese e mi propone la sola spina a 46,80 USD senza cavo 78.8 USD (circa 55-56 euro) spedita by tnt, a cui bisogna aggiungere dogane varie.
          A questo prezzo non mi interessa per il mio scooter (speravo costasse di meno) potrei prenderne una per costruire un prototipo e se funziona rivenderla su ebay.

              • E’ una classica Tipo 2 (Mennekes anche se non originale). Per uno scooter mi pare “eccessiva” ma si può usare, soprattutto se non si trovano le schuko in giro….

                • Beh se consideri che lo scooter è del 2000, e l’ho pagato 66 euro 🙂 senza le batterie, si che è esagerata.
                  Nel sotto sella ho tutti gli adattatori possibili, prolunghe e questa mi mancava, ma credo che finchè posso ne farò a meno.

                    • Le prese o gli scooter?
                      Scherzi a parte, cos’è questa storia di uno scooter elettrico a 66 euro pur senza batterie?

                    • una botta di fortuna, un vecchio malaguti ciak EP di uno doveva svuotare la cantina preso su ebay a 66 euro. (poi mi è costato 130 portarlo da Genova a Roma) a quel punto gli ho cambiato le batterie con un pacco 16S Lifepo 40A winston prismatiche (Le giallone), carica batterie nuovo, qualche connettorino nuovo e giocherelli percapire loao delle btterie, e questo finesettimana monto il bms. e via, Elettrico puro. è circa dall’8 marzo che ci giro.

                    • Mi ha pure battuto, io il mio Oxygen Lepton della stessa “annata” l’ho pagato 100 euro. 🙂
                      Credo che le cantine di Roma siano piene dei 2000 scooter elettrici (ho letto quetsa cifra su un documenti ufficiale del comune trovato da qualche parte) che furono acquistati 15 anni fa con gli incentivi statali+comunali, ma che durarono meno di 10.000 km con le batterie al piombo, dopodichè rimasero ad ammuffire nelle cantine di tanti acquirenti speranzosi in un futuro migliore (per le batterie).

    • Non riesco a capire il problema.
      io immagino un cavo tipo2 => tipo 3 senza portare il cavo pilota del maschio tipo 3 al connettore tipo 2. lo lascerei non collegato così non interferirebbe. metterei un interruttore come c’è nella scatola in vendita per abilitare la carica su richiesta.

  14. Ops scusate ho scambiato CP con PE…. (ma tanto il discorso non cambia).
    Si può cancellare il link precedente e lasciare questo?

    [corretto link precedente da selidori, ma -trucco- essendo un’immagine sul tuo hosting, potevi modificare quel file ed il link qua presentato sarebbe funzionato sulla nuova immagine…]

    • Scusa ma c’è qualcosa che non va. Quelle due resistenze a sinistra tra CP e PE non sono dentro la spina Tipo 2 Mennekes ma sono quelle che devono stare nel veicolo. In alternativa, metti l’unica resistenza da 882 ohm, sia con la Tipo 2 sia con la Tipo 3A. In altenativa, se non c’è nel veicolo, la metti nella spina tra CP e PE (non sarebbe corretto ma funziona), ma è sempre una sola resistenza da 882 ohm.
      Nella spina Tipo 2, troverai un’altra resistenza (senza diodo) tra PP e PE che non c’è nel tuo disegno (non tra CP e PE !), detta resistor code, che è quella che indica la portata del cavo ed è sempre nella spina perchè è associata al cavo.

      • La “resistenza di portata” non ce l’ho messa perchè in questo discorso non c’interessa e complicherebbe inutilmente lo schema.
        Quanto alla resistenza di controllo, non ha importanza se sta nella spina o nel veicolo: elettricamente è collegata tra CP e PE, e anche nella mennekes c’è una resistenza tra CP e CE, quindi elettricamente “si vedono” l’una con l’altra, si trovano in parallelo, e quindi la resistenza complessiva cambia.
        Il problema è che un parallelo è sempre inferiore a entrambe le resistenze che lo compongono, quindi bisognerà aggiungere anche una (o più) resistenza in serie, ma non ho ancora calcolato dove, quanto e come.

        • Purtroppo il testo senza disegni mi impedisce di essere più chiaro. Allora, che sia resistenza unica o due un parallelo, tra CP e PE, dovrebbero stare nel veicolo. Se poi sono nella spina, come dici tu, per la stazione di ricarica non cambia nulla e va lo stesso. Quello che non hai capito è che, nel caso di resistenza unica, il valore di 882 ohm è uguale, sia per t2 sia per t3A. Poi, la “resistenza di portata” puoi non metterla nel disegno (tra PP e PE), ma se non la metti nella spina t2 non va….

          • Quello che non riesco a farti capire io è che è irrilevante dove si trovano fisicamente le resistenze, conta solo dove si trovano elettricamente, ed elettricamente si trovano tra CP e PE sia quella a bordo della Twizy che quella nella spina Mennekes, quindi sono in parallelo.
            E siccome il parallelo tra due resistenze è sempre minore di entrambe le resistenze ( R1R2/(R1+R2) ), e nella Twizy c’è una resistenza da 820 ohm, è impossibile far vedere alla colonnina una resistenza da 882 ohm, che è più alta di 820.

            • Allora, le resistenze tra CP e PE possono essere sia nella spina, sia nel veicolo
              (anche se normetivamente dovrebbero stare nel veicolo). Su questo non c’è alcun dubbio. Quello che non riesco a farti capire è che le resistenze sono le medesime per entrambe le prese. La differenza tra 820 e 882 è che il primo valore è quello vecchio adottato nella vecchia norma italiana che è stato normalizzato a 882 nella norma europea. Se ci fossero problemi con la resistenza da 820 ci potrebbero essere anche con la 3A con una stazione di ricarica dell’ultima generazione predisposta per il valore di 882. In realtà i valori successivi che potrebbe distinguere sono 270 ohm e 1300 ohm, quindi piuttosto lontani. Se non ti fidi di me, qui c’è un documento Scame ove anche per la 3A è indicato il nuovo valore di 882 ohm. http://www.scame.com/doc/ZP00883-I-1.pdf

              • Questo è un bel problema, lo standard SAE J1772 indica che gli intervalli ammessi per la resistenza sono 856-908, non c’è proprio verso di farci rientrare gli 820 ohm del vecchio standard! Quindi se il circuito di una colonnina è predisposto per leggere valori tra 856 e 908 e ci colleghi una twizy tramite mennekes, non funzionerà.
                Se poi invece hanno scelto come altri valori 246 e 2740 perchè in realtà i valori ammissibili per gli 820 ohm sono, che so, tra 500 e 1000 ohm, allora potrebbe funzionare.

                Ma… come mai questa scelta di cambiare la resistenza, si sa?!?

                • Bisognerebbe ricostruire tutta la storia, probabilmente in Italia la cosa è nata autonomamente, comunque seguiamo le norme IEC. Comunque in IEC/EN il valore è 882, che sia la t3A o la t2, con ogni probabilità anche 820 vanno bene altrimenti le Twizy non caricherebbero!

                • Allora, ecco forse svelato l’arcano: non contano tanto le resistenze, ma la tensione letta dalla colonnina tra CP e massa, che dipende dal partitore di tensione formato dalla resistenza da 1000 ohm contenuta nella colonnina e da quella presente sul veicolo, che può essere da 2740 ohm (Stato B – collegato), da 882 ohm (stato C – veicolo pronto) o 820 ohm (SCAME passiva).
                  Nei tre casi la tensione risultante, considerando che si parte da 12V, risulta:
                  Stato B: 12 * 2740/(2740+1000) = 8.79 V
                  Stato C Mennekes: 12 * 882/(882+1000) = 5.624V
                  Stato C SCAME: 12 * 820 / (820+1000) = 5.407 V

                  Il SAE J1772 definisce come “Stato B” una tensione compresa tra 8 e 10 V (nominale: 9V), mentre lo stato C si ha per tensione compresa tra 5 e 7V (nominale 6), quindi si riesce a stare dentro sia con la Mennekes che con la SCAME.

                  E col “fritto misto”, detto anche “convertitore mennekes-SCAME”, cioè il cavo per attaccare la Twizy a una presa Mennekes?

                  Stato B: 12 * 631/(631+1000) = 4.64V – ERRORE: non corrisponde a nessuno stato noto
                  Stato C: 12 * 424/ (424+1000) = 3.57V – STATO D (tra 2 e 4 V): richiesta ventilazione (quindi credo che la ricarica venga interrotta, perchè la colonnina presuppone che sul mezzo ci siano batterie al piombo che stanno per causare un’esplosione a causa del rilascio di idrogeno e quindi attende che il vano batterie venga ventilato).

                  Le tensioni sono a pag.33 dello standard SAE J1772:
                  http://zooi.widodh.nl/ev/tech/charging/J1772_Revised_Jan2010.pdf

              • Buonanotte… qui vendono un cavo che ha resistenze diverse sulle due spine:
                http://www.newark.com/multicomp/dsi-dsiec-ev-16p-3c/cable-j1772-to-62196-2-plug-3m/dp/27X8797

                Tra PP e PE, da un lato ci sono 680 ohm fissi, dall’altro 150 fissi che diventano 480 premendo un interruttore.
                In questo caso le due resistenze non si influenzano perchè i pin PP non sono interconnessi dal cavo, però non capisco da dove escono questi valori di 150 e 480, visto che quelli ammessi sono 100, 220, 680 e 1500!
                (non che ci interessi per realizzare l’adattatore, è giusto per curiosità).

      • Niente da fare, ho studiato la cosa, una twizy non si può ricaricare tramite mennekes se non si può accedere a resistenza e diodo, tagliare il filo che li unisce e inserirci una resistenza aggiuntiva.

        • E invece no! si può fare. Anche se onestamente non toglierei la spina originale ma farei un adattatore da t2 a t3A.

  15. Un utente (qua molto attivo) mi manda una foto di una rarissima T2 MENNEKES (originale) più piccola del normale che viene montata in Francia su Twizy solo a chi ne fa richiesta, sa che esiste e conosce amici importanti.
    Quindi come ci si immagina è ultra-rara a trovarsi, tuttavia esiste.
    Le dimensioni ridotte sono necessarie per farlo stare nel piccolo sportellino della Twizy ma probabilmente -per il modo 2 semplificato della stessa- essa integra anche tutta l’elettronica di cui necessitiamo noi.

    La speranza è che sia a costo inferiore visto la maggior semplicità costruttiva ma -ammesso riusciamo ad averne qualcuna- la produzione di numeri ancora inferiori mi fa pensare che ci verrà a costare ancora di più.
    Qualcuno sa bene il tedesco per scrivere direttamente a Mennekes?


    (da SX a DS: T2 standard, T2 Light (non nome ufficiale, la chiamo io così), 3A)

  16. Guardate qua:

    altri si autocostruiscono il cavo da un lato T2 Mennekes e dall’altro lato, qualsisi cosa.

    Nello specifio qua per la Panda Elettrica usano un industriale.
    Bisognerebbe chiedere a SEMS (che curano la parte tecnica per E-VAI) hanno qualche spina che gli avanza….

  17. Ho trovato un furbacchione che ha pubblicato il PDF completo dello standard SAE J1772 (quello per le spine americane). Ma nessuno che pubblichi lo standard europeo!!

    • Lo standard Europeo lo trovi nelle varie edizioni nazionali. In Italia CEI EN 61851. Sul sito del CEI ovviamente a pagamento.

  18. Ikea Brescia. Impossibile caricare la Leaf coi cavi in dotazione perche lato stazione (colonnina Enel) la presa è solo 3a.

  19. Salve a tutti grazie alle informazioni di questo thread ho costruito l’adattatore, mi chiedo se ci sia l’equivalente per il connettore 3C, piu’ diffuso in Francia. Vedo il 3C menzionato in alcuni post ma non mi sembra ci sia uno schema con valori di diodi e riesitenze come per la 3a. Grazie ancora
    M

    • Il 3C nasce per la trifase, naturalmente si può usare anche una sola fase, ma visto la complessità intrinseca del sistema, presumo non abbiano previsto il modo ‘semplificato’ e quindi per andare richieda un vero e proprio PWM (quindi non basta la resistenza).

        • Cavolo però hai ragione. Si è sempre detto che la 3C è identica (come elettronica) alla tipo2, quindi teoricamente potrebbe andare anche in modo3semplificato. In realtà è la colonnina che accetta o meno il 3semplificato o solo il modo3full, quindi bisogna vedere dietro ad una 3C cosa hanno messo come elettronica di gestione.

  20. Buongiorno, ho una wallbox in casa con uscite Type 2 e type 3a e 2 casi, uno type 2 (che posso usare) e uno con presa schuko.. che vorrei usare. ci sono adattatori utili nel mio caso senza spendere cifre alte tenendo conto che lo utilizzerei solo nel mio box chiuso ? grazie !

    • Non ho capito.
      Lei ha una wallbox con tipo 2 e 3A. Ok, ci siamo.
      Poi ha “2 casi” che non so cosa voglio dire, ed una schuko.
      Se ho capito bene ha: 1 tipo2, una tipo3a, una schuko (i “due casi” proprio non capisco).
      Con queste 3 prese non c’e’ proprio bisogno di nessuna adattatore: carica qualsiasi auto (a proposito, ma che auto? un quadriciclo è diverso da una zoe che è diversa da una tesla). Oddio in effetti è importante sapere l’auto perchè sappiamo con danno in dotazione: ad esempio con la zoe non danno il cavo con schuko (ma con tipo2), mentre con le vecchie leaf il contrario (con le nuove, entrambe). Insomma per capire il caso servono tante info e precise.

    • caspita, effettivamente leggendo DUE CAVI è tutto comprensibile.
      Allora torna tutto.
      Come detto da GianniTurbo è importante sapere di che veicolo parliamo ma anche di che wallbox parliamo (ma penso ENEL).
      Ad ogni modo è facile tirare fuori una SHUKO da una presa 3A.

      Altra info importante è sapere di che città sei, per darti nel caso una mano fisica…

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